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mercoledì 27 novembre 2019

MEDNAT - Il Portale della Salute

UN GRANDISSIMO PORTALE DI MEDICINA ALTERNATIVA, BIOLOGICA E NATURALE.
UNA GUIDA UTILISSIMA DA CONSULTARE SENZA NESSUNA PAURA DI INCAPPARE IN FARMACI PERICOLOSI E IN GENTE ASSERVITA AL PEGGIO
INFORMARSI E' UN DOVERE.

domenica 24 novembre 2019

Il meraviglioso e duttile Acido ascorbico

ACIDO ASCORBICO
UN TRATTATO CHE NE CONVALIDA L'IMMENSA EFFICACIA PER MANTENERE IN SALUTE IL NOSTRO CORPO E QUELLO DEI NOSTRI ANIMALI.


Immagine

Come vivere senza malattie e senza medicine

UN TRATTATO IMPORTANTE DI COME SI POSSA STARE BENE IN SALUTE E DI COME SI POSSANO GUARIRE DIVERSE MALATTIE SENZA LE MALEDETTE MEDICINE FIGLIE DI UNA CHIMICA IMPAZZITA.
UN IMMENSO GRAZIE AL COMPIANTO ALBERTO R. MONDINI CHE FU GRANDEMENTE ODIATO DAI SOSTENITORI DELLA CRIMINALE BIG PHARMA.


venerdì 12 gennaio 2018

Antidolorifici semplici ed Efficaci


Testo tratto da un Forum, notoriamente io non vado dal medico e non prendo farmaci .

domenica 3 settembre 2017

CHE COSA E' L'ORGONE


CHE COSA  E' L'ORGONE

https://www.disinformazione.it/orgone.htm

http://www.gliorgonauti.it/Links.htm

http://www.orgonix.it/

https://www.arnoldehret.it/forum/viewforum.php?f=19&sid=e7975161e4f5793a3844a24c98c27fba

INTERESSANTI INFO
https://www.scribd.com/document/7063798/Introduzione-Alla-Orgonite
https://www.scribd.com/doc/55411890/Orgone-Bioenergy-and-Radionic-Circuits
http://www.mednat.org/misteri/scie_chimiche2.htm

EVITARE LE FORME PIRAMIDALI
http://scarabeokheper.altervista.org/piramidi-e-onde-di-forma/

ORGONITE,
 FORUM UTILISSIMI
http://www.sciechimiche.org/forum/viewtopic.php?t=2907&sid=36bf13bfd4b5704c0778c70818694063
https://www.orgoneitalia.it/forum

RACCOMANDO DI ABBINARE SEMPRE GLI ORGONI ALLA SHUNGITE PER CREARE SINERGIA E POTENZA DI AZIONE.
IO CONSIGLIO SHUNGITE DA PORTARE ADDOSSO E DA METTERE IN CASA, E FUORI L'ORGONITE  PER EVITARE ASSUEFAZIONI DI ENERGIA.
http://gemmasilicea.blogspot.it/2013/09/la-shungite.html?spref=bl

UN FORNITORE DI ORGONITE
http://stores.ebay.co.uk/Photon-Orgone-Organisation?_trksid=p2047675.l2563

UN OTTIMO FORNITORE DI SHUNGITE DIRETTAMENTE DALLA RUSSIA
https://shungit-store.com/
  • DISPOSITIVO ORGONICO
  • La parola orgonite deriva dalla parola orgone, termine che fu utilizzato da Wilheil Reich per indicare l’energia vitale, conosciuta nelle varie culture con il termine di Prana o Ki. Reich riuscì a costruire un apparecchio in grado di accumulare l’energia orgonica, si accorse infatti che strati di materiale metallico e materiale organico riuscivano ad attrarre ed accumulare questa forma di energia, da questo principio egli costruì una serie di apparecchi, il più famoso fra tutti è l’accumulatore orgonico (ORAC).
  • Compì diverse ricerche studiando il fenomeno energia orgonica da tutti i punti di vista, da quello fisico, osservando la variazione di temperatura che si generava all’interno dell’accumulatore orgonico, le variazioni di potenziale elettrostatico più alto, con una minor capacità di scarica se paragonata con quella esterna, con maggior umidità all’interno e minor tendenza all’evaporazione, dal punto di vista medico, grazie ai suoi esperimenti condotti su persone ed animali riscontrò l’ incremento della velocità nella crescita dei tessuti, della riparazione, e cicatrizzazione delle ferite, dell’incremento del campo di forza dell’integrità dei tessuti e della vitalità, riuscì a dimostrare l’importanza dell’orgone nella guarigione del cancro, al fino ai suoi effetti sulle modificazioni atmosferiche, riuscendo persino a generare perturbazioni meteorologiche su aree afflitte dalla siccità e dalla desertificazione.
  • Si accorse infatti che quest’ energia poteva assumere due forme, una benefica per gli esseri viventi (il POR, da positive orgone) e l’altra nociva ( IL DOR, da deadly orgone), quest’ ultima assumeva questa forma in vicinanza di campi elettromagnetici generati dai diversi apparecchi elettrici quali luci al neon, cavi dell’alta tensione, centrali nucleari e ai nostri giorni, ripetitori per telefonia mobile, telefonini, monitor, e qualsiasi altra fonte di elettromagnetismo.
  • L’orgonite costituisce un’evoluzione dell’ accumulatore orgonico, infatti negli anni ottanta il Dottor Karl Weltz si accorse che mischiando trucioli di metallo a della resina, che in questo caso rappresenta la componente organica, il potere di attrazione del potenziale orgonico era di gran lunga superiore rispetto al normale accumulatore.
  • Ma è con Don e Carol Croft che l’orgonite fa un decisivo passo in avanti, infatti si accorgono che aggiungendo di cristalli l’orgonite viene non solo potenziata, ma ha anche la capacità di riconvertire il Dor in Por, a differenza del comune accumulatore che attraeva indistintamente i due tipi di orgone. Carol Croft, dotata di una forte ricettività a livello sottile, in grado di vedere ad occhio nudo le energie sottili (energia orgonica), ha dichiarato che in presenza di orgonite l’aura dell’essere umano si espande, tende ad aumentare, indice dell’accumulo di energia.
  • Energia Orgonica
  • Si definisce orgonica, l’energia vitale e formativa che pervade ogni manifestazione naturale, che organizza e permea ogni organismo vivente, non è calore, elettricità, magnetismo ne energia chimica e non e neppure il sunto di tutte queste forze, è l’energia specifica di dei cicli naturali che noi chiamiamo “VITA"
  • La scienza ha dimostrato che la materia è semplicemente la condensazione di un substrato di sottile energia vibratoria, una condizione virtuale nota come “energia di punto zero”.
  • L’energia orgonica si differenzia da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite “energie secondarie”(elettrica,magnetica,nucleare ecc..).
  • La scienza classica conosce solo queste secondarie forme di energia e considera l’atomo come il costituente base della materia. L’orgonomia invece lo considera, già, come il prodotto di un specifica funzione dell’energia primordiale (primaria) collassata.
  • La fisica quantistica definisce “energia di punto zero” l’energia potenziale che riempie il cosmo, essa è onnipresente in quantità infinita. La caratteristica essenziale è quella di contenere tutte le potenzialità, vale a dire che in essa vi è tutto ciò che serve per creare la forma perfetta.
  • Esistono vari aspetti dell'energia Orgonica, essa è la fonte di vita di ogni essere vivente ed il nostro organismo ha un'interazione profonda con l'Orgone (emozioni, sensazioni...).
  • L'Orgone è un'energia sottile e sensibile, ma la sua proprietà in determinati momenti può cambiare e può diventare nociva per l'ambiente. È per questo motivo che Wilhelm Reich e altri ricercatori, coscienti della presenza di quest'energia e della sua interazione con l'uomo, sono insorti contro il nucleare e altre tecnologie distruttive.
  • L'Orgone diventa nocivo in presenza di radioattività, di campi elettromagnetici, e può anche essere modificato dalle persone malate.
  • La materia non esiste…….siamo fatti di vuoto (vibrazioni)!!!
  • La materia nella sua più piccola divisione è composta da atomi. Gli atomi sono come il sistema solare, hanno un nucleo(sole) composto da protoni e neutroni ed elettroni (pianeti)che orbitano attorno. Il nucleo è la 100 milionesima parte dell’atomo, se poi andiamo ad ingrandire ulteriormente il nucleo vedremo che le particelle che lo compongono in realtà sono stringhe che vibrano. Vibrano talmente veloci da sembrare reali…..anche la materia che compone il nostro corpo vibra……in realtà siamo composti da vibrazioni!!!
  • L’energia orgonica è molto sensibile a certi disturbi e agenti ambientali possono tramutarla in agente tossico: luci fluorescenti,televisori, computer,impianti elettrici, forni a microonde,elettrodomestici, cavi alta tensione, raggi x, onde elettromagnetiche di telefonini ecc…. Tutti questi fattori distruggono le qualità pro-vita dell’energia orgonica, trasformandola in DOR (energia orgonica morta)
  • La paura, il rancore , la gelosia , la collera, sensi di colpa ecc.. sono vibrazioni disarmoniche caotiche ed incoerenti. Queste emozioni negative, non solo diminuiscono immediatamente la frequenza vibratoria e la vitalità del campo energetico ma, se sussistono e non vengono rimosse dal campo aurico e dalla memoria del computer (cervello), finiscono con l’interferire anche con il “software” disturbando i programmi di felicità, salute, autostima,socievolezza, fiducia in se stessi ed intralciando la capacità di risolvere conflitti di natura sessuale, familiare,sociale.
  • Viviamo in un oceano di onde……televisori, computer, cellulari ecc…..un autentico inferno elettromagnetico. Faranno male? Bene no di sicuro…
  • La matrice composta da resina sintetica e di particelle metalliche serve ad attirare ed a concentrare l'Orgone presente nell'ambiente ed il cristallo di rocca ridà all'Orgone una vibrazione naturale.
  • Gli elementi presenti nell'Orgonite sono perfettamente idonei a proteggerci e a migliorare il nostro ambiente, poiché non hanno bisogno di alcuna fonte d'energia per funzionare, e, funzionano indefinitamente 24 ore su 24, per purificare l'Orgone. Più specificatamente permette di tramutare le energia negative (e nocive) risultanti dalle emissioni elettromagnetiche di apparecchiature elettriche quali antenne di ripetitori radio e telefonici, televisori, elettrodomestici, cellulari, cavi dell’alta tensione, luci al neon etc , in energia orgonica positiva, rigenerando e bilanciando il campo energetico.
  • L’Orgonite è quindi un generatore di energia positiva.
  • Tenendola in casa, vicino al computer, portandola con sé, ci protegge dalle radiazioni elettromagnetiche e a radiofrequenza.
  • Può essere inoltre utilizzata per meditazioni, per la sublimazione delle energie verso i chakra più alti, oppure essere posta su organi doloranti per velocizzarne la guarigione.
  • L'energia orgonica è l'energia vitale cosmica, quella forza creativa fondamentale che gli sciamani e gli uomini che non hanno perso il contatto con la natura da sempre conoscono, che è stata ipotizzata da molti scienziati nel corso dei secoli, e che ora, grazie agli studi di un coraggioso pioniere, è anche dimostrata fisicamente.
  • L'orgone può essere visto, sentito, misurato e fotografato: è una vera e propria energia fisica, non qualche forza ipotetica.
  • L'energia orgonica carica e irradia da tutti gli oggetti viventi e non, può penetrare tutte le forme di materia, sebbene a diversa velocità, e tutti i materiali influenzano l'energia orgonica, attraendola e assorbendola, o riflettendola ed espellendola.
  • L'orgone è fortemente attratto dalla materia vivente, dall'acqua e da se stesso. Può fluire da un posto all'altro nell'atmosfera, ma generalmente mantiene un flusso da ovest verso est, muovendosi insieme e poco più rapidamente della rotazione terrestre. E' eccitabile, comprimibile e pulsa spontaneamente, è capace di espandersi o di contrarsi. La carica orgonica di un ambiente o di una sostanza non è statica, ma varia nel tempo, secondo onde cicliche. L'orgone esiste anche in forma libera nell'aria e nel vuoto dello spazio. L'orgone è correlato ma abbastanza diverso dalle altre forme di energia. Può ad esempio dare una carica magnetica a un conduttore ma non è magnetico di per sé, o una carica elettrostatica a un materiale isolante, ma non è elettrostatico nella sua natura. Reagisce con grande disturbo alla presenza di materiale radioattivo e le sue perturbazioni possono essere registrate da un contatore Geiger adattato. L'orgone è anche il mezzo attraverso cui vengono trasmesse le onde elettromagnetiche, l'"etere" degli antichi, sebbene non sia elettromagnetico nella sua natura. Le correnti dell'energia orgonica nell'atmosfera terrestre influenzano la circolazione, la temperatura, la pressione e l'umidità dell'aria, intervenendo nella creazione dei temporali. Nello spazio, l'energia orgonica influenza i fenomeni solari e la gravità.
  • Le sue proprietà infatti derivano più da quelle della vita in se stessa, l'antico concetto di forza vitale, benché si siano riscontrate masse orgoniche in forma libera nello spazio e nell'atmosfera.
  • E' energia vitale primaria, cosmica, mentre tutte le altre forme di energia sono secondarie.
  • E' un oceano cosmico di energia dinamica che mantiene l'intero universo: tutte le creature viventi, i climi e i pianeti rispondono alle sue pulsazioni e ai suoi movimenti.
  • Nei tessuti viventi l'energia orgonica è visibile nelle pulsazioni del protoplasma e in tutti i fenomeni bioelettrici. L'emozione è la carica e la scarica dell'orgone nelle membrane di un organismo così come il clima è la carica e la scarica, il flusso dell'orgone nell'atmosfera. Sia gli organismi che il clima rispondono allo stato dell'energia vitale. La funzione dell'energia orgonica appare all'interno dell'intera creazione, nei microbi, negli animali, nei temporali, nei cicloni e nelle galassie.
  • Non solo carica e anima il mondo naturale, ma noi stessi siamo immersi nel suo mare, come pesci nell'acqua.
  • E' il mezzo che comunica emozioni e percezioni, attraverso il quale siamo connessi con il cosmo e fratelli di tutto ciò che è vivo.
  •  
  • Gli studi di Wilhelm Reich

  • L'orgone fu scoperto da Wilhelm Reich, che identificò molte delle sue proprietà. Il lavoro iniziale di Reich sull'energia vitale cominciò negli anni '20, quando era allievo di Freud, l'ideatore della psicanalisi. Le teorie iniziali di Freud sul comportamento umano riguardavano in termini metaforici l'energia degli istinti, da lui chiamata libido.
  • Mentre Freud e i suoi colleghi cessarono con il tempo di usare questo temine, Reich portò avanti un'estesa ricerca su questa forza che governa le emozioni, il comportamento e la sessualità umana. Il suo lavoro clinico gli fece scoprire delle correnti di energia emozionale nel corpo, che si potevano rilevare nell'uomo sano durante uno stato di profondo rilassamento, dopo l'espressione di una forte emozione o dopo un orgasmo genitale gratificante. La libera e disinibita espressione di un'emozione e la naturale eccitazione e soddisfazione durante un orgasmo furono identificate da Reich come espressioni di un movimento energetico non impedito nel corpo. Un blocco energetico si instaurava invece, con la partecipazione dell'intero sistema nervoso e muscolare al processo di soppressione, o trattenimento delle emozioni, quando l'individuo sperimentava un forte dolore o un trauma, o nella sua infanzia le emozioni erano state soppresse o trattenute (i bambini grandi non piangono, le brave bambine non mostrano la rabbia) o nella prolungata stasi sessuale. Questo trattenere era anche accompagnato da un ansioso rifiuto di qualunque cosa fosse piacevole, perché avrebbe in qualche modo tirato fuori i sentimenti soppressi e non piacevoli. Quando questo tipo di risposta diventava cronico, l'individuo sperimentava un indurimento e una desensibilizzazione del corpo, una specie di corazza fissa, insieme a una riduzione della respirazione e dei contatti con l'ambiente esterno. Questa corazza neuromuscolare non era una condizione naturale, ma aveva una sua funzione nella sopravvivenza dell'individuo in casi specifici e momentanei di traumi o di dolore. Quando l'armatura però diventava uno stile di vita, squilibrava la funzione biologica dell'individuo e influenzava il suo comportamento anche in circostanze dove non c'erano né traumi né dolore da sopportare, perpetuando il comportamento di evitare il piacere e di censurare le emozioni. Questo impediva naturalmente il mantenimento di una buona salute e una vita sociale felice. Reich sosteneva anche che l'orgasmo genitale giocava un ruolo centrale nell'economia energetica dell'individuo, come mezzo di scarica periodica di tensione bioenergetica accumulata. Più intensa è la scarica di bioenergia accumulata, più gratificante, rilassante e soddisfacente ci si sente dopo. Quando però il sesso viene bloccato e le altre emozioni sono cronicamente represse e frustrate, all'interno dell'organismo si accumula una grande tensione, che cresce fino a un punto di rottura, dove appaiono solitamente sintomi nevrotici e deviazioni comportamentali.
  • Reich sviluppò delle tecniche terapeutiche per permettere a queste tensioni di uscire e per riacquistare la capacità di piacere nella vita, particolarmente a livello sessuale. Egli osservò che appena i suoi pazienti diventavano più sani sessualmente e liberavano le tensioni accumulate nel reprimere le emozioni, i loro sintomi nevrotici scomparivano. Alcuni di questi contributi alla teoria e alle tecniche della psicoanalisi furono inizialmente ben visti. Ma più tardi, quando la sua attenzione si focalizzò sull'abuso sessuale dei bambini e sulla repressione sessuale, la classe più conservatrice cominciò ad attaccarlo, rifiutandolo. Infine Reich abbandonò la psicanalisi definitivamente e chiamò il suo lavoro Economia del Sesso.
  • Le prime osservazioni di Reich sul comportamento umano, le emozioni, l'orgasmo e le correnti energetiche nel corpo suggerivano una natura reale e tangibile dell'energia emozionale. Più avanti utilizzò sensibilissimi voltmetri per confermare questo e per quantificare le correnti bioelettroniche e le emozioni correlate. Tuttavia era convinto che i bassissimi livelli di energia osservati non potevano spiegare pienamente le potenti forze energetiche osservate nel comportamento umano. Il piacere, osservò, era identificato da un aumento di carica bioelettrica della pelle, mentre l'ansietà era accompagnata da una sua perdita.
  • Questo movimento "verso" o "via da" il mondo è il risultato delle esperienze vissute da ognuno. La vita naturalmente si muove verso il piacere e si allontana dal dolore. Esperienze dolorose croniche fanno sviluppare all'organismo una corazza che rende poi difficile all'individuo stesso di uscire. Se questo è un processo generale dovremo trovarlo in atto anche negli organismi inferiori, come i vermi, o in microrganismi quali le amebe. Reich notò che le amebe non avevano un sistema nervoso sviluppato come gli organismi superiori e tuttavia si espandevano o si contraevano nel loro ambiente in una maniera simile.
  • Le correnti di energia vitale funzionavano dunque nello stesso modo in tutte le creature viventi. Proprio studiando lo sviluppo delle amebe Reich scoprì per la prima volta le radiazioni dell'orgone e più tardi i principi dell'accumulatore orgonico, una struttura composta di strati di metallo e materiale organico capace di attirare ed amplificare l'energia orgonica.
  • L'accumulatore orgonico ha specifici effetti favorevoli alla vita su piante ed animali esposti alla concentrazione di energia vitale in esso contenuta.
  • Reich e i suoi collaboratori hanno pubblicato nel tempo una quantità di scritti sulle ricerche in questo campo, e la ricerca continua tutt'oggi, nonostante l'inquisizione americana abbia processato e condannato Reich e bruciato tutti i suoi libri.
  • Proprietà dell'energia orgonica
  • E' ubiquitaria, riempie lo spazio
  • Non ha massa; è cosmica e primordiale
  •  Penetra tutta la materia, a differenti velocità
  • Pulsa spontaneamente, si espande e si contrae e fluisce con un'onda caratteristica
  • Forte affinità e attrazione con l'acqua
  • E' accumulata naturalmente dagli organismi viventi attraverso il cibo, l'acqua, il respiro e attraverso la pelle
  • Mutua eccitazione ed attrazione di flussi diversi di orgone o di sistemi separati caricati con l'orgone
  • Eccitabilità via altri tipi di energia (nucleare, elettromagnetica, frizione)
  • Effetti biologici di una forte carica orgonica Vagotonici, effetto di espansione dell'intero sistema
  • Sensazione di pizzicore e calore sulla pelle
  • Aumento della temperatura della pelle
  • Moderazione della pressione sanguigna e della frequenza dei battiti
  • Respirazione più profonda, aumento della peristalsi
  • Aumento della germinazione, della crescita e delle inflorescenze delle piante
  • Aumento delle capacità rigeneratici dell'organismo, rapida cicatrizzazione di ferite
  • Aumento del livello di energia, attività e vita 

  • Precauzioni nell'uso di accumulatori orgonici
  • L'energia orgonica nell'atmosfera è molto sensibile a certi disturbi, può irritarsi, tal quale i tessuti viventi, e certe influenze ambientali possono tramutarla in agente tossico.
  • Gli accumulatori orgonici non devono mai essere usati in camere che contengono le seguenti influenze irritanti: Luci fluorescenti televisori computer o microcomputer apparecchi con tubi catodici forni a microonde coperte elettriche apparecchi per raggi x bobine e altri componenti elettromagnetici rilevatori di incendi orologi o altri oggetti che contengono sostanze fluorescenti materiale radioattivo torri radar cavi dell'alta tensione Anche vivere nei prefabbricati con pareti di alluminio è negativo: l'alluminio infatti dà una reazione negativa all'energia orgonica Questi agenti distruggono le qualità pro vita dell'energia orgonica rendendola altamente tossica e pericolosa, trasformandola in dor, energia orgonica morta.
  • Questa scoperta avvenne in seguito a ciò che Reich chiamò effetto Oranur. Quando del materiale radioattivo venne introdotto in un accumulatore orgonico nel suo laboratorio nel Maine l'intera regione montuosa venne influenzata negativamente per vari mesi, i cooperatori di Reich si ammalarono e numerosi topi di laboratorio morirono. Dor, così venne chiamata da Reich, è energia orgonica morta: l'aria di una stanza piena di dor è irrespirabile e ci si sente disidratati, perché il dor divora l'acqua.
Attenzione allora: non giochiamo con questa energia ancora sconosciuta ma potentissima!

Cecilia Verzella

giovedì 1 giugno 2017

FARMACI GENERICI E ANTIVIVISEZIONISMO


Noi antivivisezionisti siamo soliti dire che le cose che il singolo cittadino come "consumatore" (non come attivista) può fare per contrastare la vivisezione, o, almeno, non contribuire a sostenerla, sono solo due: scegliere i cosmetici "cruelty-free" ed evitare di dare donazioni alle associazioni per la ricerca medica che li usano per fare ricerca su animali (che sono poi quasi tutte). Su questi due aspetti non mi dilungo, perché è tutto spiegato in due siti specifici:www.consumoconsapevole.org e www.novivisezione.org/campagne/ricerca_di_base.htm.
Riguardo ai farmaci, si invita a non usarli se non necessari e ad utilizzare invece preparati a base vegetale, per i "piccoli malanni"; ma, se si decide di usarli, per qualche malessere più grave, si sa che saranno senz'altro testati su animali. E non si ha possibilità di scelta.
Ebbene... non è più esattamente così, oggi c'è una scelta anche per i farmaci, una scelta molto simile, ma, per molti versi, immensamente più semplice, a quella esistente per i cosmetici. Si tratta dei "farmaci generici".
 

COS'È UN FARMACO GENERICO?

Occorre sapere che i nomi dei vari farmaci sono nomi di fantasia che le ditte produttrici adottano, ma ciascuno di essi è formato essenzialmente da un principio attivo (il resto sono eccipienti) che ha un nome universalmente condiviso. Così, se un certo farmaco si chiama in Italia X, in USA Y e in India Z, il suo principio attivo si chiamerà invece allo stesso modo in tutto il mondo. Ed è quello che identifica realmente un farmaco. Identifica non solo come nome, ma come composizione e quindi, come effetto su chi lo consuma.
Quel che accade è che dopo un certo numero di anni (in Italia, 20) il brevetto su un dato farmaco scade, e chiunque, qualunque produttore, può iniziare a produrre lo stesso farmaco, che si chiamerà "generico". In pratica, la struttura del suo principio attivo o la sua composizione, precedentemente tutelata da brevetto, è ora pubblica, accessibile a tutti, "generica", e tutte le altre industrie farmaceutiche possono riprodurla e commercializzarla dopo averne chiesto a ed ottenuto dal Ministero della Salute l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC).
Il farmaco generico è uguale identico a quello "di marca": deve avere lo stesso principio attivo, presente alla medesima dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche.
Per queste sue caratteristiche si dà per scontato che il generico abbia la stessa efficacia e sicurezza di quello che sostituisce. Di conseguenza, la procedura per ottenere l'AIC è abbreviata e richiede solamente prove di bioequivalenza cinetica (riferita cioè al prodotto finito e non solo al principio attivo) alla corrispondente specialità medicinale. Questi test si svolgono solo su persone "volontarie" (in realtà pagate profumatamente, come tuttele cavie umane) sane. Tali test non sono necessari qualora:
  • La domanda di autorizzazione all'immissione in commercio venga presentata dal titolare della specialità medicinale a brevetto scaduto (o da un suo licenziatario);
  • I metodi di fabbricazione siano identici.
  • La via di somministrazione e le specifiche della specialità medicinale rendano le variazioni di composizione quali-quantitative irrilevanti rispetto alla biodisponibilità (es. fiale e.v.).

I generici, a differenza delle specialità medicinali, non hanno un nome di fantasia (marchio registrato) ma sono commercializzati con il nome comune del principio attivo eventualmente seguito dal nome dell'azienda produttrice. Per evitare confusioni, si utilizza la Denominazione Comune Internazionale (DCI) che è un'abbreviazione del nome chimico del principio attivo (di solito troppo lungo).
 

COME INFLUISCE QUESTO SUI TEST SU ANIMALI?

Vale lo stesso principio dello Standard "senza crudeltà" valido per i cosmetici: sappiamo ormai tutti che non è vero che i cosmetici definiti "senza crudeltà" non sono stati testati su animali. I loro ingredienti sono stati testati di sicuro su animali per essere messi in commercio (almeno, per quelli commercializzati dopo il 1976). Però le ditte che li producono si impegnano a non usare più nuovi ingredienti, cioè ingredienti commercializzati DOPO un certo anno (a scelta dlela singola ditta, ad esempio 1992, 1996, ecc.). Il che equivale a non incrementare la vivisezione. Perché ogni ingrediente NUOVO va testato su animali.
Per i generici è lo stesso: un generico, quando viene messo in commercio, NON viene ri-testato su animali. Su questo punto esiste una dichiarazione formale dell'Assogenerici (l'Associazione italiana dei produttori di farmaci generici). Perciò, scegliere di usare un generico, cioè un farmaco VECCHIO oppure un farmaco "di marca", cioè uno NUOVO, fa una differenza enorme: nel primo caso, non incrementiamo la vivisezione (e siamo anche più tranquilli perché se un farmaco è ancora in commercio dopo 20 anni vuol dire che non è così pericoloso per la salute umana), nel secondo caso diamo soldi alle industrie farmaceutiche per aver sviluppato nuovi farmaci testati su animali.
Qui c'è ancora una puntualizzazione importante da fare: quando un farmaco va fuori brevetto, la casa farmaceutica si affretta a produrne un altro che curi lo stesso sintomo, per non perdere quote di mercato. Ma spesso accade che i nuovi farmaci non siano migliori dei precedenti, ma, anzi, siano peggiori, o perché curano meno, o perché hanno più effetti collaterali. Ma non importa, l'importante è avere un farmaco nuovo, sotto brevetto, e più costoso.
Qualche esempio:
Secondo quanto riportato da Clifton Leaf in un articolo apparso nel marzo 2004 sulla rivista "Fortune", uno studio indipendente condotto in Europa ha mostrato su 12 nuovi farmaci antitumorali approvati in Europa tra il 1995 e il 2000 nessuno era migliore in termini di miglioramento della sopravvivenza, della qualità della vita, o della sicurezza, rispetto ai vecchi farmaci rimpiazzati. Ma, dal punto di vista delle aziende farmaceutiche, avevano un grosso vantaggio: un prezzo di vendita molto più elevato delle precedenti. In un caso, sostiene Leaf, il costo era 350 volte quello del farmaco "vecchio".
Leaf sottolinea che i due nuovi farmaci che vanno per la maggiore, Avastin e Erbitux non hanno una reale efficacia. Secondo Leaf, Avastin è riuscito ad allungare la vita di soli 4.7 mesi a 400 pazienti terminali malati di cancro al colon-retto e Erbitux, anche se fa diminuire le dimensioni del tumore, non ha dimostrato di allungare la vita dei pazienti. Eppure, una dose settimanale costa 2400 dollari.
Dati che dimostrano ancora una volta come la ricerca medica venga portata avanti - sia dagli enti no-profit che a maggior ragione dalle aziende farmaceutiche - con il solo scopo del guadagno. Sulla pelle degli animali e dei malati.
(Fonte: Clifton Leaf, Why we're losing the war on cancer. Fortune March 2004;149(6):76-97 - http://www.fortune.com/fortune/articles/0,15114,598425,00.html)


MOLTO PIÙ COMODO E MENO COSTOSO

La scelta del generico al posto del farmaco di marca, dunque, può essere uno strumento veramente efficace da usare per non rimpinguare le casse delle case farmaceutiche e per non "aiutarle" a mettere in commercio farmaci sempre nuovi - e inutili - testati su animali.
La scelta in questo caso è infinitamente più semplice che per i cosmetici, perché, mentre per i cosmetici non esiste un "marchio" che li contraddistingue, ma bisogna munirsi di una lista di aziende "positive" (e sperare che sia quella giusta), per i farmaci è facilissimo: quando andate a comprarne uno in farmacia, potete chiedere al farmacista "Esiste un generico corrispondente?". E lui è tenuto a dirvelo. Anzi: dovrebbe proporvelo lui, per legge.
E facendo così, risparmiate anche dei soldi: i generici costano meno, per legge almeno il 20% in meno del corrispondente farmaco "di marca" ed inoltre sono totalmente coperti dal servizio sanitario nazionale. Dovrebbe funzionare così: il medico vi prescrive un farmaco. Voi andate in farmaci a comprarlo. Il farmacista vi propone il generico (se non lo fa, lo potete chiedere voi). Se voi prendete il generico, non pagate niente. Se volete quello "di marca" pagate la differenza di costo rispetto al generico di tasca vostra.
Al contrario di quanto accade per i cosmetici "cruelty-free", che non sono disponibili tra quelli a basso prezzo venduti nei supermercati, ma vanno cercati in erboristeria o in catene apposite.
 

I GENERICI SI STANNO DIFFONDENDO?

In molti paesi europei, sì. In Germania, il 39% della spesa per i farmaci, è costituita da generici. In Regno Unito il 22%, in Olanda il 13%, in Danimarca il 38%. In Francia e Italia, no, siamo a un misero 2%. Perché? Io credo sia perché qui in Italia siamo più disinformati e paurosi: se siamo abituati a un certo nome, o se il medico ci prescrive quello, vogliamo quello, rifiutiamo il generico, pensando che sia qualcosa di qualità inferiore (dato che costa pure meno).
Ma ovviamente non è così, basta pensarci in maniera razionale per capirlo: il principio attivo è lo stesso, le dosi pure, quindi il farmaco è del tutto identico. E costa meno perché la nuova ditta produttrice non ha dovuto sostenere i costi della ricerca.
Il sistema sanitario nazionale chiaramente sostiene l'uso dei generici perché questo fa diminuire sensibilmente la spesa statale per la salute pubblica.


CONCLUSIONI

In definitiva, dal 2001 le cose che possiamo fare come consumatori per combattere la vivisezione non sono più solo 2, sono 3, e questa nuova possibilità è probabilmente la più efficace, perché in grado di influire in modo molto potente sui guadagni dell'industria farmaceutica. Perciò, se DOVETE comprare un farmaco, chiedete sempre quello generico, e invitate tutti i vostri parenti e conoscenti avidi consumatori di farmaci a fare lo stesso, spiegando loro le ragioni - quelle economiche per prime, se non sono animalisti! 

Fonte: http://www.novivisezione.org/info/generici.htm

martedì 7 febbraio 2017

L' ANTICO SEGRETO PER RINGIOVANIRE


Un incredibile libro, completo, da leggere e salvare in formato pdf
https://elisaantonelli.files.wordpress.com/2011/09/l_antico_segreto_per_ringiovanire.pdf
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Essere o non essere… vegan?


La parola vegan deriva dalla contrazione della parola vegetarian e, come tutte le parole, ha una storia che, a sua volta, è un percorso umano di ricerca, conoscenza e presa di coscienza. In qualche modo possiamo affermare che ‘vegan’ è l’evoluzione, in tutti i sensi possibili, di ‘vegetarian’.
Non è un caso che a sollevare il problema se sia ingiusto mangiare carne e corretto cibarsi e vestirsi con derivati che riducono gli animali in condizioni di schiavitù e sfruttamento, sia stata una selezione di persone vegetariane, già consapevoli di quanto uccidere per nutrirsi fosse contrario non solo alla salute ma anche al vivere stesso.
Essere vegan nasce quindi da una consapevolezza: siamo tutti esseri viventi, persone umane e persone non umane, il rispetto dell’individualità di ognuno è la base della convivenza, qualsiasi altra risposta laterale è dire di si alla violenza generata dal sentirsi in diritto di usare gli altri.
Essere vegan quindi non è una dieta, anche se ci sono persone ‘vegetaliane’ per motivi essenzialmente di salute o ecologici, e non è uno stile di vita, anche se molti vegan hanno tratti comuni nell’organizzarsi la giornata, la spesa e i consumi, l’educazione dei figli. 
Essere vegan è un’etica, vale a dire un modo di vedere la realtà e di misurare su questo il proprio comportamento.
Perché essere vegan? 
Per non usare gli animali, per non sfruttarli in alcun modo, per non essere i mandanti della schiavitù a cui il genere umano li ha ridotti facendola passare come la “naturale” conseguenza del procacciarsi da vivere e quindi del sopravvivere sulla Terra. 
Può l’umanità del Terzo Millennio accettare ancora l’allevamento da carni, il circo, la sperimentazione, il cinodromo, la catena in un giardino, la gabbia e l’acquario? 
Gli animali sono compartecipi del nostro vivere sulla Terra, con loro condividiamo sentimenti quali la difesa dei figli, la coerenza del rapporto coniugale, il patimento per la perdita di qualcuno, la lealtà nell’amicizia, il gusto del gioco. 
Gli animali elaborano diversamente per le loro capacità cognitive, ma condividono con noi l’essere vivi, l’anelito alla libertà e alla completezza, come noi sentono il dolore.
Chi è arrivato a queste righe è almeno incuriosito dal mondo e dal pensiero vegan e forse ne vuole sapere di più: in calce metteremo una piccola bibliografia per chi volesse approfondire. 
La cosa importante da sapere adesso è che nessuno ci può “trascinare” a diventare vegani, perché essere vegan prima di essere un dovere morale quale è nasce come un sentimento, qualcosa di molto personale. Per questo sentimento abbiamo girato tutti la testa dall’altra parte quando piombava la mannaia sul collo del coniglio o della gallina “ruspanti” che eravamo andati a comperare in campagna, quando al mare il subacqueo stacca con un morso la giugulare al polpo o quando il pesce a riva si dibatte mentre muore soffocato, quando evitiamo di guardare in faccia e negli occhi il cane alla catena, lo scimpanzé in gabbia, il delfino che picchia sul vetro della vasca, il vitello sul tir il cui viaggio, dopo avergli massacrato tutte le ossa, ha come destinazione il macello. 
Per questo stesso sentimento approviamo divertiti e con un senso di piacere quando un cane ci fa le feste e un gatto ci offre confidenza, quando apprendiamo che una famiglia ha adottato un maiale con gioia di grandi e piccini o che un rapace o un orso bruno hanno fatto amicizia con i ricercatori da anni sulle loro tracce. 
Amicizia, lealtà, riconoscimento dell’altro, piacere della convivenza: cose che fanno bene e che ci rendono migliori.
Qualcuno potrebbe dire che l’etica vegan ‘riduce’ l’umanità a livello degli altri animali; fosse davvero così non ci sarebbe niente di male, ma in realtà è vero l’esatto contrario: è proprio credere che l’umanità possa variare le sue abitudini grazie alle sue capacità intrinseche d’ingegno – lo dimostrano i millenni di storia che abbiamo sulle spalle – che fa in modo che l’etica vegana creda nel cambiamento del rapporti umanità-animali, facendo prevalere la vita senza violenza
Questo non vuol dire che ci si debba sentire ‘superiori’: la piramide, dove chi sta in basso sono generalmente i più e chi sta in alto sono in pochissimi, come facile modo di riordinare le cose è un eredità dei tempi antichi di guerra e di lotta per la sopravvivenza, quando era il “capo”, il più forte, la figura intorno alla quale stringersi. 
Ora i tempi sono cambiati, non ancora per tutti, purtroppo, ma molti di noi possono concedersi il lusso di cominciare a pensare in modo diverso, paritario, condiviso, che esclude la violenza dalla vita quotidiana; abbandonando uno schema che, trasformando l’uomo nel più feroce predatore mai esistito, ci consegna tra le mani un primato, un “Oscar alla carriera” che non porta con sé neppure un grammo di gioia.
Allora, se siete arrivati fin qui, possiamo invitarvi a fare un altro passo; cominciate a chiedervi: qual è la catena di produzione di un formaggio? Delle uova? Del miele? Della lana e della seta? Delle giacche in piume d’oca?
Piccoli esercizi di consapevolezza che potrete fare anche poco la volta; l’importante, come sempre nella vita, è pretendere la verità, dire e dirsi la verità. 
Non è facile. 
Ogni prodotto di origine animale conduce a ritroso in un percorso di morte e tortura, bisogna avere coraggio per inoltrarvisi dentro.
Dopo questi percorsi d’informazione, potrete chiedervi, ad esempio, sapendo che tutto il latte in commercio è rubato a un certo vitello che viene fatto nascere apposta perché sua madre abbia il latte e per diventare lui stesso carne: posso rinunciare a questo pezzo di formaggio nel piatto? 
Oppure, posso rinunciare a comperarmi un altro maglione di lana, prediligendo d’ora in poi, la felpa di cotone, la canapa, il lino?
Può essere questa, la rinuncia a un pezzo di sofferenza altrui servito in tavola o abbellito in una vetrina, la chiave che ci apre il mondo che da decenni idealizziamo senza mai essere riusciti a raggiungerlo, quello senza violenza e sopruso che desideriamo da sempre e che è qui a portata di ognuno.
Per saperne di più
P. SingerLiberazione animale, Arnoldo Mondadori Editore
T. ReganGabbie vuote, La sfida dei diritti animali, Edizioni Sonda
J. Moussaieff MassonChi c’è nel tuo piatto?, Cairo Editore
A. M. ManzoniNoi abbiamo un sogno, Bompiani
M. JoyPerché amiamo i cani, mangiamo i maiali, indossiamo le mucche, Edizioni Sonda

Ricetta del Bircher Muesli

Ricetta del Bircher Muesli, il muesli originario
Dosi per 1 persona, 1 scodella
1 cucchiaio raso di fiocchi d’avena pressati senza altro (rolled oats)
3 cucchiai d’acqua

Lasciare in ammollo per 12 ore, cioè dalla sera prima.
La mattina appena svegli aggiungere:
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaio di latte animale o vegetale (preferibilmente latte di mandorle senza zucchero o vitamine aggiunte)
  • 1 o 2 mele acidule grattugiate con la buccia
  • 1 cucchiaio di semi o noci misti a piacere o mandorle
  • 1/2 cucchiaio di semi di lino pestati al mortaio (a piacere)
Prendete la vostra scodellina con la vostra pappa di avena, aggiungere il latte vegetale o animale, il limone e mescolate fino a formare una salsa. 
Grattugiatevi dentro 1 o 2 mele, con la buccia, e fatelo subito prima di iniziare a mangiare. 
Aggiungete le mandorle e i semi di lino e gustate.

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori. 
Bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro!
Tratto da www.vegetariani-roma.it/il-sangue-dei-vegani-combatte-la-crescita-del-tumore-8-volte-meglio-di-quello-degli-onnivori-bastano-2-settimane-di-dieta-vegetale-per-alzare-le-difese-contro-il-cancro/
La dieta vegana negli ultimi anni si sta rivelando il modo più efficace per prevenire, arrestare ed invertire la progressione del cancro, in modo naturale e senza effetti collaterali debilitanti.
Due recenti studi lo confermano, uno del dottor Ornish, ricercatore di fama mondiale in seguito ai suoi studi sulle cause e sui metodi di prevenzione e di cura delle malattie cardiache attraverso una corretta alimentazione, e uno del Pritikin Center, clinica promotrice del trattamento di patologie croniche unicamente grazie a dieta ed esercizio fisico.
Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori – bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro
Dr.Ornish – La dieta vegana potrebbe inibire la crescita del cancro 8 volte meglio Ornish e il suo team di ricercatori ha trovato 93 uomini con cancro alla prostata in fase precoce che si sono offerti di rinunciare a radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Poi i pazienti sono stati assegnati ad un gruppo che ha modificato il proprio stile di vita, includendo una dieta vegana a bassa percentuale di grassi (10% sul totale calorico) insieme ad altri comportamenti sani (come camminare 30 minuti sei giorni alla settimana ed esercizi di meditazione) e un gruppo di controllo, che si è limitato a guardare e aspettare.
Dato che il cancro alla prostata è il cancro più diffuso tra gli uomini, anche il Dipartimento della Difesa ha fornito il finanziamento per lo studio. Un anno dopo, i risultati sono stati conteggiati e pubblicati nel numero di settembre 2005 del Journal of Urology, la rivista ufficiale dell’Associazione Urologica americana.
Entro la fine dello studio, 6 dei pazienti del gruppo di controllo avevano abbandonato perché i loro tumori erano in crescita e non potevano più aspettare.
Non un solo paziente del gruppo che seguiva la dieta vegana ha subito la stessa sorte. Infatti, mentre l’attività media del cancro è aumentata nel gruppo di controllo, misurata con test PSA, i marcatori tumorali erano DIMINUITI nel gruppo vegano.
Entro la fine dell’anno il tasso di crescita del cancro, come misurato dai test (vedi grafici figura 1 e 2), era enormemente differente tra i due gruppi. Per i pazienti a dieta vegana, i marcatori tumorali erano nettamente calati.




Ma lo studio non si è fermato qui, essendo questi risultati a dir poco rivoluzionari.
Forse una dieta vegan incrementa la forza anti-cancro del sistema immunitario?
Ornish ed i suoi colleghi ricercatori erano intenzionati a venirne a capo.
Hanno quindi preso colture di cellule tumorali umane e le hanno incubate con il sangue prelevato dai pazienti affetti da cancro, alla fine dell’anno. Il siero del sangue prelevato da chi faceva parte del gruppo di controllo ha solo debolmente inibito le cellule tumorali, riducendo la loro crescita solo del 9%, ma il siero preso da coloro che hanno trascorso l’anno consumando una dieta vegana ha inibito la crescita del cancro del 70%, quasi una differenza di 8 volte!
E Ornish ha scoperto che quanto più i pazienti si erano attenuti al programma, migliori sono stati i loro risultati, più il loro cancro sembrava essere in remissione e meglio il loro stesso sangue riusciva ad uccidere le cellule tumorali in laboratorio.
Titolo: Intensive lifestyle changes may affect the progression of prostate cancer(I cambiamenti intensivi di stile di vita possono influenzare la progressione del cancro alla prostata)
Autori: Ornish D, et al. 2005.
Pubblicato su: Journal of Urology. 174:1065-70.
Pritikin center: 2 settimane di dieta vegana per aumentare la morte delle cellule tumorali del seno del 20-30%
Ornish e i suoi ricercatori si sono chiesti se lo stesso potesse avvenire con il cancro al seno. Questa volta però non hanno voluto attendere un anno per i risultati: hanno quindi prelevato un campione di sangue a 12 donne e poi chiesto loro di consumare una dieta vegana a basso contenuto di grassi per 14 giorni. Alla fine hanno prelevato un altro campione.
Hanno preso questi campioni e li hanno testati su 3 differenti tipi di cancro al seno: il loro sangue ha avuto il potere di rallentare e interrompere la crescita delle cellule tumorali, grazie ad appena 2 settimane di dieta vegana.
La crescita del tumore è diminuita del 6,6, 9,9 e 18,5% rispettivamente per i 3 tipi di tumore al seno considerati, mentre l’apoptosi (ovvero la morte delle cellule tumorali) è aumentata del 20, 23 e 30%.
Quindi c’è da chiedersi: che tipo di sangue vogliamo?
Uno che non ha effetti sulla crescita tumorale, oppure vogliamo un sangue che è capace di rallentare e bloccare il cancro in ogni angolo del nostro corpo?
(*)apoptosi = indica una forma di morte cellulare programmata.
Si tratta di un processo ben distinto rispetto alla necrosi cellulare, e in condizioni normali contribuisce al mantenimento del numero di cellule di un sistema.
Ad esempio, durante il suo sviluppo, l’embrione umano presenta gli abbozzi di mani e piedi “palmati”: affinché le dita si differenzino, è necessario che le cellule che costituiscono le membrane interdigitali muoiano (questo processo si chiama appunto apoptosi, e non necrosi)
Titolo: Effects of a low-fat, high-fiber diet and exercise program on breast cancer risk factors in vivo and tumor cell growth and apoptosis in vitro.(Effetti di un basso contenuto di grassi, di una dieta ricca di fibre e di un programma di esercizio sui fattori di rischio di cancro al seno, nella crescita delle cellule in vivo del tumore e l’apoptosi in vitro) (per il significato di apoptosi vedi a fine pagina)
Autori: Barnard RJ, Gonzalez JH, Liva ME, Ngo TH.
Pubblicato su: Nutr Cancer. 2006;55(1):28-34.

Il bistrattato dottor Max Bircher Benner

 Il bistrattato dottor Max Bircher Benner aveva ragione, oggi lo dice la scienza
A cura di Annamaria Lorefice 
tratto da “Gazzetta Svizzera”, n. 4 aprile 2016
Lugano – 
In primavera c’è un’innata propensione, una sentita esigenza di rinnovare il Proprio organismo, il desiderio di sole, aria, passeggiate e cibi freschi. In poche parole di salute, di benessere psicofisico. Non a caso le fiere del benessere si susseguono all’inizio della bella stagione in ogni dove. Un tempo, le Alpi svizzere erano il “paradiso della salute internazionale”. Terme, sanatori, cliniche erano situate in magnifiche località dove attingere tanta aria e acqua purissime. Gli stranieri amavano soggiornare tra la Svizzera interna e il Canton Ticino semplicemente per rigenerarsi oppure per curare le loro patologie, tanto che la Svizzera, a cavallo tra Ottocento e Novecento, era definita il “sanatorio d’Europa” per il corpo e l’anima. In questo scenario si muoveva un nostro connazionale assurto alla gloria nell’ambito della medicina alternativa e oggi citato e riproposto a livello mondiale, il medico zurighese Max Bircher Benner (1867 Aarau-1939 Zurigo).
Considerato tra i più grandi terapisti mondiali di tutti i tempi, il dr. Bircher Benner (Benner è il cognome della moglie che egli aggiunse al suo), venne sminuito e ridicolizzato dai suoi colleghi: aveva idee semplici e chiare su come evitare o curare le malattie, ma troppo avanzate per poter essere digerite dai medici di allora (ma anche di oggi). Idee basate su stile di vita e alimentazione improntate alla salubrità. Idee che, nonostante le controversie con gli accademici tradizionalisti, gli valsero il riconoscimento di illustri personaggi affetti dai più svariati mali e da lui guariti. Ospiti del suo Sanatorio furono personalità come gli zar di Russia, i membri di famiglie reali europee, Hermann Hesse, Rainer Maria Rilke, Sir Stafford Cripps (Ministro di Affari Esteri di Churchill), Golda Meir e Thomas Mann. Secondo lui, non alle pillole occorre rivolgersi, ma a corretti comportamenti se si vuole preservare la propria salute. Famoso in tutto il mondo è il suo birchermuesli, un piatto a base di avena e frutta fresca.
Maximilian Oskar Bircher nacque in una famiglia agiata fino a quando un’importante affare andato male del padre Heinrich, notaio a Aarau, depaupera i fondi della famiglia.
Nonostante ciò, Max riesce a laurearsi in Medicina all’Università di Zurigo. Per qualche tempo è medico generico in un quartiere operaio zurighese, ma, attratto dai metodi di cura alternativi, viaggia in Europa per approfondire, oltre all’ipnosi e altre discipline, i metodi di acquacura di Sebastian Kneipp a Berlino, la terapia dietetica della clinica di Heinrich Lahmann a Dresda e l’idroterapia di Wilhelm Wintemitz a Vienna.
Tornato a Zurigo, apre una clinica per la terapia fisica, idroterapia ed elettroterapia. Decide di chiamarla Lebendige Kraft, ossia “forza vivente”. Sebbene vi siano appena sette posti letto, la piccola clinica è situata nella zona ricca di Zurigo, cosicché alcune persone abbienti iniziano a provare le sue cure e, una guarigione dopo l’altra, la voce dell’efficacia di quelle nuove terapie circola in fretta. Ma a cosa di preciso erano dovute quelle guarigioni?
Il medico svizzero non solo aveva fatto tabula rasa degli insegnamenti medici canonici appresi sui libri, ma aveva compreso a fondo l’importanza del cibo vegetale crudo.
Secondo la sua visione i vegetali crudi oltre ad offrire vitamine naturali (al contrario di quelle inorganiche della farmaceutica), minerali e ormoni, sono dei veri e propri antibiotici naturali potenti e privi di effetti collaterali.
Questi assunti sono oggi confermati dalle ricerche scientifiche internazionali, anche se poco divulgate.
È stato accertato come le cellule vive dei vege-tali sollecitino una digestione ottimale, in pratica il cibo vegetale crudo è digeribile in metà tempo di quello cotto. E gli effetti fermentativi che taluni lamentano e che i medici stessi attribuiscono all’ingestione di fibre vegetali, non sono per nulla dovuti a verdure e frutta ma agli altri cibi, animali e industriali, che hanno un costo digestivo enorme e formano un terreno ideale alle fermentazioni. I vegetali crudi hanno una funzione eccezionale ed essenziale
per l’organismo: da qui parte la rivoluzionaria terapia del dr. Max Bircher Benner.
Convinto che i cibi siano vettori di energia vivificante rintracciava quest’ultima solo nei vegetali e non già nella carne di animali. La carne, secondo lui, costituiva l’alimento più povero di energia poiché proveniente da animale morto e per aver subito la cottura. Naturalmente presentò questo assunto ai suoi colleghi medici nel 1900 con l’effetto di venire deriso ed etichettato come ciarlatano. La sua reputazione di accademico venne definitivamente distrutta. In seguito, le sue convinzioni sono state confermate anche, per esempio, da misurazioni in Angstrom dovute alle ricerche dell’ingegnere e ricercatore francese André Simoneton (1871-1947).
Quest’ultimo, ammalato, era guarito grazie ad un’alimentazione ricca di vegetali. Incuriosito, indagò le frequenze vibrazionali degli alimenti, che riuscì a misurare secondo parametri biofisici sul concetto di Einstein (1879–1955) secondo cui tutto ciò che vive emette radiazioni. Ciò fu dimostrato da Simoneton: più le vibrazioni sono alte più l’alimento sarà di qualità superiore. Nella scala Simoneton il cibo crudo vegetale, e specialmente la frutta fresca, è quello che vibra fino alle altissime frequenze dei raggi infrarossi. Nel 1949 scoprì che alcuni cibi emettevano radianze basse che a lungo andare potevano generare malattie.
Alimenti morti o inferiori quali cibi cotti o conservati, pasticceria industriale, alcool, sale,
zucchero, carni, salumi, uova, latte, tè, caffè, bevande sintetiche, marmellata, formaggi, pane bianco, hanno radiazioni Angstrom da quasi nulli o inferiori a 5.000. Alimenti superiori come verdura cruda e fresca: 8.000 Angstrom, mentre la frutta fresca arriva fino a 10.000 Angstrom.
Katherine Milton, una eminenza dell’ecologia alimentare e ricercatrice presso l’Università di Berkley afferma che: «La prevalenza diffusa di problemi di salute legati all’alimentazione, in particolare nei paesi altamente industrializzati, suggerisce che molti esseri umani non stanno mangiando in un modo compatibile con la loro biologia».
Non tutti i cibi forniscono energia vitale: dunque, Max Bircher Benner aveva ragione.
Le sue convinzioni sul cibo cominciarono a propagarsi non solo presso la popolazione zurighese. Nel 1903, esce il suo libro intitolato “Brevi fondamenti della terapia nutrizionale, sulla base della tensione energetica in cucina” e in poco tempo aumenta la richiesta delle sue terapie, tanto che nel 1904 trasferisce la clinica, ampliandola, in una zona boschiva fuori Zurigo, su una collina chiamata Zürichberg.
Ribattezza la clinica “Sanatorium Lebendige Kraft” (Sanatorio Forza Vivente).
Così si svolgeva la giornata dei ricoverati sotto le direttive del dr. Bircher Benner: levarsi dal letto alle 6 del mattino, fare una passeggiata prima di colazione respirando ossigeno
rinvigorente del bosco, trascorrere la maggior parte della giornata all’aria aperta intervallando le attività della clinica quali massaggi, bagni di sole, docce fredde, danza e musica; andare a dormire alle 21:30. Cibo vivo e rivitalizzante era offerto agli ospiti della clinica.
Banditi caffè, tè, alcol, cioccolata, tabacco, carni, pietanze molto cotte e prodotti industriali. La dieta era incentrata sul suo famoso muesli (composto da una mela grattugiata, avena, una manciata di noci con un po’ di latte fresco oggi sostituibile con latte di mandorle o di nocciola o di avena, ecc), verdure crude o al vapore e tanta frutta.
Le medicine erano da lui prescritte solo in caso di estrema necessità. Nel 1927, dichiara pubblicamente la sua rinuncia alla carne.
Il dr. Birker Benner soffrì molto della definizione di ciarlatano attribuitagli dai medici suoi contemporanei. Oggi è finalmente vendicato dalle prove scientifiche (ricerca di Cambridge (2000) in primis, The China Study (2012), e altre similari delle maggiori Università mondiali che dimostrano le correlazioni tra malattie da acidificazione dovuta ai cibi animali e industriali. Le analisi chimiche hanno comprovato le sue intuizioni circa le proprietà nutrizionali e curative di verdura cruda e frutta fresca.