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giovedì 1 giugno 2017

RELIGIONI E RISPETTO PER GLI ANIMALI

Più si percorre all'indietro la storia delle religioni e maggiore è il rispetto e la compassione manifestata per ogni essere vivente. Questo sentimento d'amore universale, questa ricchezza morale e spirituale è andata gradualmente affievolendosi, specialmente nei paesi occidentali, a causa della filosofia aristotelica, agostiniana, d'aquiniana, cartesiana ecc. i cui principi antropocentrici se da una parte hanno posto l'uomo al centro della creazione dall'altra lo hanno staccato dalle sue origini naturali causando un progressivo disprezzo per tutto ciò che era ed è dissimile all'uomo. 

EBRAISMO 
Anche se gli ebrei hanno versato più sangue di animali (a scopo alimentare e sacrificale) di qualsiasi altra razza umana (solo Salomone per la sua investitura fece immolare ben 120.000 pecore e 22.000 buoi), le regole relative all'alimentazione riguardano esclusivamente gli alimenti a base di carne. Gli animali consentiti devono essere erbivori e devono avere lo zoccolo fesso. Non è lecito mangiare la carne con il sangue (anche se questo sembra impossibile dal momento che se si può drenare il sangue dalle arterie non è possibile eliminarlo dai capillari).
Tra i vari richiami alla compassione verso gli animali vale ricordare: "Non essere tra quelli che s'inebriano di vino nè tra coloro che sono ghiotti di carne" Pr, 23.30. "Fino a quando sarà in lutto la terra e seccherà tutta l'erba dei campi? Per la malvagità dei suoi abitanti le fiere e gli uccelli periscono" Ger, 12.4. A questo c'è da aggiungere che in molte circostanze Dio si serve degli animali per attuare i suoi programmi di salvezza: l'asina di Balaam, la colomba dell'Arca, il cane di Tobia, la balena di Giona, i leoni di Daniele ecc.
Ma anche se questo aspetto della Legge sia stato ampiamente disatteso dalla dottrina ufficiale, la popolazione israelita ha la più alta percentuale di vegetariani nel mondo, con l'eccezione dell'India. Anche oggi alcuni noti rabbini ed alcuni premi Nobel della cultura ebraica (come Isac B. Singer e Shuel Y. Agnon) sono convinti assertori dell'alimentazione vegetariana. 

ISLAM
Nota è la compassione di Maometto verso la condizione degli animali; significativo è l'episodio in cui preferì tagliarsi un lembo del mantello, piuttosto che svegliare un gatto, sul quale si era addormentato. Il profeta vietò l'uso di uccelli per il tiro al bersaglio. Vedendo alcune persone che tiravano frecce ad un montone ne fu disgustato e disse: "Non usate violenza agli animali selvatici".
In quel tempo in cui l'incesto tra madre e figlio era consuetudine e la gente usava tagliare carne da animali vivi, come la gobba e la coda ai cammelli, anche se il profeta preferiva cibi vegetariani per la popolazione permise l'alimentazione carnea, cercando di adottare la tecnica del graduale distacco seguita nell'Antico Testamento. Comunque, a coloro che avessero mangiato carne comandava di lavarsi la bocca prima di mettersi a pregare.
In una tradizione Sufi Allah disse a Maometto: "Se proprio dovete uccidere, al posto di 40 polli uccidete una capra, al posto di 40 capre uccidete 10 mucche, al posto di 40 mucche uccidete 10 cammelli". Evidente è il valore attribuito alla vita indipendentemente dalla forma e dalla dimensione corporea della creatura.
Per il profeta infatti gli animali hanno un'anima: parlando del Giudizio egli li cita sovente. Secondo Maometto gli animali non sono nostri schiavi ma creature che Dio ci ha affidato e delle quali ci chiederà conto nel giorno del Giudizio. Alcuni discepoli gli chiesero se esistesse una ricompensa per chi fa del bene agli animali: "Esiste una ricompensa per chi fa del bene a qualunque essere vivente" rispose.
Alcune sette islamiche, come gli Sciiti ed i Sufi, tengono in alta considerazione il vegetarismo come regola di vita. Una santa sufi, quando si isolava in una foresta a pregare molti animali le si facevano intorno. Un giorno andò a trovarla un altro sufi ma gli animali scapparono e questi chiese alla santa il motivo. "Che cosa hai mangiato oggi?" gli chiese: "Aglio fritto e lardo" rispose. "Ti mangi il loro corpo e vuoi che non scappino?" Altrettanto nota è la storia del cacciatore che scopre la pietà dall'uccisione di una cerva che allattava il suo cucciolo.
In ogni caso il Corano continuamente richiama alla compassione e alla misericordia per gli animali. 

BUDDISMO
Su due principi fondamentali si fonda la filosofia buddista, la saggezza e la compassione. Per il raggiungimento dell'una e dell'altra è indispensabile essere vegetariani.
Il primo dei precetti buddisti recita: "Non uccidere, anzi tutela ogni forma di vita". L'unico testo ritenuto scritto di proprio pugno dal Buddha dice: "Le creature senza piedi hanno il mio amore, e così lo hanno quelle a due piedi e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, tutti gli esseri di qualunque specie, non avere mai nulla che possa danneggiarle. Possa non accadere loro mai nulla di male". Infatti la filosofia del Buddha mirava all'estinzione della sofferenza di tutti gli esseri viventi.
Dopo la morte del Buddha i discepoli incominciarono a dare maggiore importanza all'intenzione più che all'azione. I monaci accettarono di mangiare carne a condizione che l'animale non fosse stato ucciso per loro. 
Il vegetarismo era ritenuto da Buddha una pratica essenziale per il risveglio spirituale dell'individuo. Nella sua lungimiranza profetica disse: "Ci saranno sciocchi che in futuro diranno che io ho dato il permesso di mangiare carne e che io stesso ne ho mangiata, ma io non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetto ora e non lo permetterò in alcuna forma, in alcun modo ed in nessun luogo; è incondizionatamente proibito a tutti".
Uno dei compiti principali della missione del Buddha era proprio la liberazione degli animali dalla violenza umana.
Gosvami, famoso maestro spirituale del XII sec. nella sua Gita Govinda, in omaggio alle 10 principali incarnazioni di Dio dice: "O mio Signore, o Persona Suprema. Tutte le glorie a Te. Per la tua grande compassione sei apparso nella forma di Buddha per condannare i sacrifici di animali raccomandati dai Veda". 
Oggi della grande famiglia buddista solo i monaci Zen hanno mantenuto inalterata la loro originale tradizione di vegetariani.
In Cina ed in Giappone, dove fin dai tempi più antichi esistevano dei veri e propri codici di corretta alimentazione vegetariana, il consumo di carne, che era considerato negativo e quindi bandito, cessò del tutto intorno al 58 sec. d.C. 
Nei templi e nei monasteri si diffuse l'abitudine di non mangiare alcun tipo di carne. Certi cibi, specialmente la carne di maiale, si diceva rendessero il respiro sgradevole agli antenati. Secondo la tradizione Shinto per ottenere la verità suprema era essenziale consumare cibi puri, cioè vegetariani.

INDUISMO
L'induismo oltre ad essere la più antica delle religioni asiatiche è anche il più forte sostenitore del vegetarismo.
I testi Vedici, scritti in sanscrito circa 3000 anni a.C., contengono migliaia di ingiunzioni contro il consumo della carne. Un maestro Veda così diceva al suo re: "Se una persona mangia carne umana, di cavallo o di altri animali, o priva gli altri del latte uccidendo le mucche, o re, se tale essere malvagio non desiste con altri mezzi, allora non devi esitare a tagliargli la testa" (R. Veda 10.87.16).
E ancora: "Non dovete usare il corpo che vi è stato dato per uccidere le creature di Dio, siano esse umane, animali o di qualsiasi altra specie" (Yajur Veda 12.32).
Diretti richiami in tal senso vengono da altri maestri.
"Le anime nobili, che sono attente a tutti gli esseri e che proteggono tutti gli animali, sono quelle che veramente hanno intenzioni serie verso le pratiche spirituali" (Atarva Veda 19.48.5).
"Si diventa degni della salvezza quando non si uccide alcun essere vivente" (Manusmriti,6.60).
Nell'Iduismo particolarmente sentita è la legge dei karma. "Coloro che ignorano il vero Dharma e, pur essendo ignoranti e malvagi, si ritengono virtuosi uccidendo gli animali senza alcun rimorso o timore di essere puniti, in seguito, nelle loro vite future, questi peccatori saranno mangiati dalle stesse creature che hanno ucciso in questo mondo" (Srimad Bhagavatam 11.5.14).
"O governatore del popolo, mio caro re, osserva nel cielo gli animali che hai immolato, senza compassione e senza misericordia, nell'arena sacrificale. Tutti questi animali stanno aspettando la tua morte per vendicarsi delle loro ferite. Quando sarai morto ti squarceranno il corpo con corna di ferro e mangeranno la tua carne" (Srimad Bhagavatam 4.25.7).
Nei testi antichi della tradizione vedica la licenza di mangiare la carne delle vittime sacrificale era accompagnata dalla frase: "Così come ora io mangio te nella prossima vita tu mangerai me".
In seguito l'alimentazione vegetariana divenne sempre meno comune soprattutto a causa delle dominazioni straniere. Tuttavia ancora oggi l'83% della popolazione indiana è induista e nella stragrande maggioranza è vegetariana. I cibi impuri impediscono l'ascesi spirituale: la carne degli animali uccisi è considerata come la carne dei propri figli e colui che ne mangia è reputato il peggiore degli uomini. La violenza sugli animali è infatti ritenuta la causa della violenza dell'uomo verso il suo simile.
I Veda riconoscono l'anima ad ogni creatura dotata della stessa dignità umana, e la stessa possibilità di raggiungere alti livelli di spiritualità: indipendente dal corpo in cui risiede l'anima, dal momento che tutti gli esseri viventi sono spiritualmente uguali. In quell'ottica i Veda descrivono le varie incarnazioni di Dio in forme non umane: il cavallo, il cinghiale, la tartaruga, il pesce. Uccidere questi animali significa rendersi colpevoli verso Dio.
I Veda non condannano soltanto coloro che mangiano la carne, ma chi uccide l'animale, chi vi partecipa, chi compra la carne, chi la prepara e chi la serve. Solo rispettando tutte le forme di vita si può rispettare lo spirito che le contiene e l'uomo può raggiungere la vera spiritualità e la vera saggezza.
L'Ahimsa (il principio della nonviolenza verso tutti gli esseri viventi che ha appunto la sua origine nei Veda) è tutt'oggi un aspetto centrale di tutte le religioni orientali e ispiratrice delle grandi iniziative di pace da Gandhi a M.L. King.
Il principio comune a tutte le grandi dottrine religiose e filosofiche "Non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto" non può prescindere dall'alimentazione vegetariana, pena il subire le conseguenze del male causato secondo la legge del karma.
La 3a legge di Newton "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria" estende i suoi effetti dalla materia all'energia vitale che la pervade, portando alla logica conseguenza che l'uomo non paga solo per il male commesso verso quelli della sua stessa specie ma anche verso ogni creatura in grado di soffrire.

* L'Ahimsa è il principio fondamentale del Jainismo al quale i fedeli sono rimasti pienamente conformi per tutta la loro storia.
Il Jainismo, originato da Mahavira nel 600 a.C. circa, oggi conta 4 milioni di fedeli, tutti strettamente vegetariani. Famosi per i loro ospedali per animali e perché più rigorosi dei buddisti nell'applicazione dell'Ahimsa, usano portare bende davanti alla bocca per evitare di ingerire moscerini. 


ZOROASTRISMO 
Zaratustra era un fervente sostenitore dell'alimentazione vegetariana. Condannò i sacrifici di animali ed i banchetti cruenti: "Chi ha cura del suo bestiame e non si nutre delle sue carni martoriate avrà lo spirito santo e la verità". E ancora: "Colui che uccide un cane uccide la propria anima".
Oggi i Parsi (i seguaci di Zaratustra) che vivono in India, sono per la maggioranza vegetariani. 

Franco Libero Manco
Estratto da Biocentrismo, l'alba della nuova civiltà umana


martedì 7 febbraio 2017

Essere o non essere… vegan?


La parola vegan deriva dalla contrazione della parola vegetarian e, come tutte le parole, ha una storia che, a sua volta, è un percorso umano di ricerca, conoscenza e presa di coscienza. In qualche modo possiamo affermare che ‘vegan’ è l’evoluzione, in tutti i sensi possibili, di ‘vegetarian’.
Non è un caso che a sollevare il problema se sia ingiusto mangiare carne e corretto cibarsi e vestirsi con derivati che riducono gli animali in condizioni di schiavitù e sfruttamento, sia stata una selezione di persone vegetariane, già consapevoli di quanto uccidere per nutrirsi fosse contrario non solo alla salute ma anche al vivere stesso.
Essere vegan nasce quindi da una consapevolezza: siamo tutti esseri viventi, persone umane e persone non umane, il rispetto dell’individualità di ognuno è la base della convivenza, qualsiasi altra risposta laterale è dire di si alla violenza generata dal sentirsi in diritto di usare gli altri.
Essere vegan quindi non è una dieta, anche se ci sono persone ‘vegetaliane’ per motivi essenzialmente di salute o ecologici, e non è uno stile di vita, anche se molti vegan hanno tratti comuni nell’organizzarsi la giornata, la spesa e i consumi, l’educazione dei figli. 
Essere vegan è un’etica, vale a dire un modo di vedere la realtà e di misurare su questo il proprio comportamento.
Perché essere vegan? 
Per non usare gli animali, per non sfruttarli in alcun modo, per non essere i mandanti della schiavitù a cui il genere umano li ha ridotti facendola passare come la “naturale” conseguenza del procacciarsi da vivere e quindi del sopravvivere sulla Terra. 
Può l’umanità del Terzo Millennio accettare ancora l’allevamento da carni, il circo, la sperimentazione, il cinodromo, la catena in un giardino, la gabbia e l’acquario? 
Gli animali sono compartecipi del nostro vivere sulla Terra, con loro condividiamo sentimenti quali la difesa dei figli, la coerenza del rapporto coniugale, il patimento per la perdita di qualcuno, la lealtà nell’amicizia, il gusto del gioco. 
Gli animali elaborano diversamente per le loro capacità cognitive, ma condividono con noi l’essere vivi, l’anelito alla libertà e alla completezza, come noi sentono il dolore.
Chi è arrivato a queste righe è almeno incuriosito dal mondo e dal pensiero vegan e forse ne vuole sapere di più: in calce metteremo una piccola bibliografia per chi volesse approfondire. 
La cosa importante da sapere adesso è che nessuno ci può “trascinare” a diventare vegani, perché essere vegan prima di essere un dovere morale quale è nasce come un sentimento, qualcosa di molto personale. Per questo sentimento abbiamo girato tutti la testa dall’altra parte quando piombava la mannaia sul collo del coniglio o della gallina “ruspanti” che eravamo andati a comperare in campagna, quando al mare il subacqueo stacca con un morso la giugulare al polpo o quando il pesce a riva si dibatte mentre muore soffocato, quando evitiamo di guardare in faccia e negli occhi il cane alla catena, lo scimpanzé in gabbia, il delfino che picchia sul vetro della vasca, il vitello sul tir il cui viaggio, dopo avergli massacrato tutte le ossa, ha come destinazione il macello. 
Per questo stesso sentimento approviamo divertiti e con un senso di piacere quando un cane ci fa le feste e un gatto ci offre confidenza, quando apprendiamo che una famiglia ha adottato un maiale con gioia di grandi e piccini o che un rapace o un orso bruno hanno fatto amicizia con i ricercatori da anni sulle loro tracce. 
Amicizia, lealtà, riconoscimento dell’altro, piacere della convivenza: cose che fanno bene e che ci rendono migliori.
Qualcuno potrebbe dire che l’etica vegan ‘riduce’ l’umanità a livello degli altri animali; fosse davvero così non ci sarebbe niente di male, ma in realtà è vero l’esatto contrario: è proprio credere che l’umanità possa variare le sue abitudini grazie alle sue capacità intrinseche d’ingegno – lo dimostrano i millenni di storia che abbiamo sulle spalle – che fa in modo che l’etica vegana creda nel cambiamento del rapporti umanità-animali, facendo prevalere la vita senza violenza
Questo non vuol dire che ci si debba sentire ‘superiori’: la piramide, dove chi sta in basso sono generalmente i più e chi sta in alto sono in pochissimi, come facile modo di riordinare le cose è un eredità dei tempi antichi di guerra e di lotta per la sopravvivenza, quando era il “capo”, il più forte, la figura intorno alla quale stringersi. 
Ora i tempi sono cambiati, non ancora per tutti, purtroppo, ma molti di noi possono concedersi il lusso di cominciare a pensare in modo diverso, paritario, condiviso, che esclude la violenza dalla vita quotidiana; abbandonando uno schema che, trasformando l’uomo nel più feroce predatore mai esistito, ci consegna tra le mani un primato, un “Oscar alla carriera” che non porta con sé neppure un grammo di gioia.
Allora, se siete arrivati fin qui, possiamo invitarvi a fare un altro passo; cominciate a chiedervi: qual è la catena di produzione di un formaggio? Delle uova? Del miele? Della lana e della seta? Delle giacche in piume d’oca?
Piccoli esercizi di consapevolezza che potrete fare anche poco la volta; l’importante, come sempre nella vita, è pretendere la verità, dire e dirsi la verità. 
Non è facile. 
Ogni prodotto di origine animale conduce a ritroso in un percorso di morte e tortura, bisogna avere coraggio per inoltrarvisi dentro.
Dopo questi percorsi d’informazione, potrete chiedervi, ad esempio, sapendo che tutto il latte in commercio è rubato a un certo vitello che viene fatto nascere apposta perché sua madre abbia il latte e per diventare lui stesso carne: posso rinunciare a questo pezzo di formaggio nel piatto? 
Oppure, posso rinunciare a comperarmi un altro maglione di lana, prediligendo d’ora in poi, la felpa di cotone, la canapa, il lino?
Può essere questa, la rinuncia a un pezzo di sofferenza altrui servito in tavola o abbellito in una vetrina, la chiave che ci apre il mondo che da decenni idealizziamo senza mai essere riusciti a raggiungerlo, quello senza violenza e sopruso che desideriamo da sempre e che è qui a portata di ognuno.
Per saperne di più
P. SingerLiberazione animale, Arnoldo Mondadori Editore
T. ReganGabbie vuote, La sfida dei diritti animali, Edizioni Sonda
J. Moussaieff MassonChi c’è nel tuo piatto?, Cairo Editore
A. M. ManzoniNoi abbiamo un sogno, Bompiani
M. JoyPerché amiamo i cani, mangiamo i maiali, indossiamo le mucche, Edizioni Sonda

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori. 
Bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro!
Tratto da www.vegetariani-roma.it/il-sangue-dei-vegani-combatte-la-crescita-del-tumore-8-volte-meglio-di-quello-degli-onnivori-bastano-2-settimane-di-dieta-vegetale-per-alzare-le-difese-contro-il-cancro/
La dieta vegana negli ultimi anni si sta rivelando il modo più efficace per prevenire, arrestare ed invertire la progressione del cancro, in modo naturale e senza effetti collaterali debilitanti.
Due recenti studi lo confermano, uno del dottor Ornish, ricercatore di fama mondiale in seguito ai suoi studi sulle cause e sui metodi di prevenzione e di cura delle malattie cardiache attraverso una corretta alimentazione, e uno del Pritikin Center, clinica promotrice del trattamento di patologie croniche unicamente grazie a dieta ed esercizio fisico.
Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori – bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro
Dr.Ornish – La dieta vegana potrebbe inibire la crescita del cancro 8 volte meglio Ornish e il suo team di ricercatori ha trovato 93 uomini con cancro alla prostata in fase precoce che si sono offerti di rinunciare a radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Poi i pazienti sono stati assegnati ad un gruppo che ha modificato il proprio stile di vita, includendo una dieta vegana a bassa percentuale di grassi (10% sul totale calorico) insieme ad altri comportamenti sani (come camminare 30 minuti sei giorni alla settimana ed esercizi di meditazione) e un gruppo di controllo, che si è limitato a guardare e aspettare.
Dato che il cancro alla prostata è il cancro più diffuso tra gli uomini, anche il Dipartimento della Difesa ha fornito il finanziamento per lo studio. Un anno dopo, i risultati sono stati conteggiati e pubblicati nel numero di settembre 2005 del Journal of Urology, la rivista ufficiale dell’Associazione Urologica americana.
Entro la fine dello studio, 6 dei pazienti del gruppo di controllo avevano abbandonato perché i loro tumori erano in crescita e non potevano più aspettare.
Non un solo paziente del gruppo che seguiva la dieta vegana ha subito la stessa sorte. Infatti, mentre l’attività media del cancro è aumentata nel gruppo di controllo, misurata con test PSA, i marcatori tumorali erano DIMINUITI nel gruppo vegano.
Entro la fine dell’anno il tasso di crescita del cancro, come misurato dai test (vedi grafici figura 1 e 2), era enormemente differente tra i due gruppi. Per i pazienti a dieta vegana, i marcatori tumorali erano nettamente calati.




Ma lo studio non si è fermato qui, essendo questi risultati a dir poco rivoluzionari.
Forse una dieta vegan incrementa la forza anti-cancro del sistema immunitario?
Ornish ed i suoi colleghi ricercatori erano intenzionati a venirne a capo.
Hanno quindi preso colture di cellule tumorali umane e le hanno incubate con il sangue prelevato dai pazienti affetti da cancro, alla fine dell’anno. Il siero del sangue prelevato da chi faceva parte del gruppo di controllo ha solo debolmente inibito le cellule tumorali, riducendo la loro crescita solo del 9%, ma il siero preso da coloro che hanno trascorso l’anno consumando una dieta vegana ha inibito la crescita del cancro del 70%, quasi una differenza di 8 volte!
E Ornish ha scoperto che quanto più i pazienti si erano attenuti al programma, migliori sono stati i loro risultati, più il loro cancro sembrava essere in remissione e meglio il loro stesso sangue riusciva ad uccidere le cellule tumorali in laboratorio.
Titolo: Intensive lifestyle changes may affect the progression of prostate cancer(I cambiamenti intensivi di stile di vita possono influenzare la progressione del cancro alla prostata)
Autori: Ornish D, et al. 2005.
Pubblicato su: Journal of Urology. 174:1065-70.
Pritikin center: 2 settimane di dieta vegana per aumentare la morte delle cellule tumorali del seno del 20-30%
Ornish e i suoi ricercatori si sono chiesti se lo stesso potesse avvenire con il cancro al seno. Questa volta però non hanno voluto attendere un anno per i risultati: hanno quindi prelevato un campione di sangue a 12 donne e poi chiesto loro di consumare una dieta vegana a basso contenuto di grassi per 14 giorni. Alla fine hanno prelevato un altro campione.
Hanno preso questi campioni e li hanno testati su 3 differenti tipi di cancro al seno: il loro sangue ha avuto il potere di rallentare e interrompere la crescita delle cellule tumorali, grazie ad appena 2 settimane di dieta vegana.
La crescita del tumore è diminuita del 6,6, 9,9 e 18,5% rispettivamente per i 3 tipi di tumore al seno considerati, mentre l’apoptosi (ovvero la morte delle cellule tumorali) è aumentata del 20, 23 e 30%.
Quindi c’è da chiedersi: che tipo di sangue vogliamo?
Uno che non ha effetti sulla crescita tumorale, oppure vogliamo un sangue che è capace di rallentare e bloccare il cancro in ogni angolo del nostro corpo?
(*)apoptosi = indica una forma di morte cellulare programmata.
Si tratta di un processo ben distinto rispetto alla necrosi cellulare, e in condizioni normali contribuisce al mantenimento del numero di cellule di un sistema.
Ad esempio, durante il suo sviluppo, l’embrione umano presenta gli abbozzi di mani e piedi “palmati”: affinché le dita si differenzino, è necessario che le cellule che costituiscono le membrane interdigitali muoiano (questo processo si chiama appunto apoptosi, e non necrosi)
Titolo: Effects of a low-fat, high-fiber diet and exercise program on breast cancer risk factors in vivo and tumor cell growth and apoptosis in vitro.(Effetti di un basso contenuto di grassi, di una dieta ricca di fibre e di un programma di esercizio sui fattori di rischio di cancro al seno, nella crescita delle cellule in vivo del tumore e l’apoptosi in vitro) (per il significato di apoptosi vedi a fine pagina)
Autori: Barnard RJ, Gonzalez JH, Liva ME, Ngo TH.
Pubblicato su: Nutr Cancer. 2006;55(1):28-34.

Sbugiardati per l’ennesima volta i giornalisti


Bambina vegana malnutrita? Sbugiardati per l’ennesima volta i giornalisti
Marcello Pamio – 3 luglio 2016
Per vergognarsi di un errore o di uno sbaglio bisogna avere una coscienza e un minimo tra dignità e umiltà. Qualità queste che i giornalisti di regime hanno perduto da molto tempo.
Se la linea editoriale da tenere è quella, non possono discostarsi, non possono alzare la testa.
La loro libertà è stata sostituita da una gabbia dorata che permette una sudditanza totale. In fin dei conti tengono famiglia e hanno sopra le teste un direttore e degli azionisti a cui rispondere. Sempre e comunque.
Poco importa se scrivono articoli falsi, se inventano letteralmente le notizie, se ricopiano spudoratamente le veline che giungono dalle agenzie stampa o dalle società di PR, quello che conta è soddisfare la linea editoriale. Punto.
L’ultimo attacco in ordine cronologico all’intelligenza delle persone e alla vera informazione arriva da La Repubblica versione online del 29 giugno 2016.
Due giornalisti, Michela Bompiani e Marco Preve, hanno firmato un pezzo intitolato: “Genova, bimba di due anni in rianimazione per la dieta vegana, è salva”.
L’articolo descrive in maniera drammatica ciò che sarebbe avvenuto all’ospedale Gaslini di Genova: “Non ha neppure tre anni, Chiara e si troverebbe in condizioni di forte carenza di vitamina B12, il peso nettamente sotto il percentile di riferimento, una scarsa reattività, movimenti rallentati, e un livello di emoglobina bassissimo”.
La chicca però arriva quando i due liberi giornalisti, nonché esperti di nutrizione umana, affermano che il quadro clinico della bambina sarebbe “compatibile con gli effetti su un bambino di una dieta vegana”.
La frase non è virgolettata e quindi si presume non sia stata rilasciata da qualche medico ospedaliero intervistato sul caso (se mai ne avessero intervistato uno), quindi è farina del loro sacco.
Un sacco molto ampio e forbito leggendo il resto dell’articolo.
Visto che il genio della lingua italiana non è un optional, i due parlano di “effetti” della dieta vegan, creando nell’immaginario collettivo l’idea che tale regime alimentare crei per forza di cose dei danni secondari, ne più ne meno come i farmaci, i quali hanno certamente effetti collaterali gravissimi e mortali. Ma di questi i due giornalisti non se ne occupano. Tengono famiglia.
Quindi tramite La Repubblica scrivendo che il quadro di Chiara è “compatibile con gli effetti su un bambino di una dieta vegana”, si sta affermando pubblicamente che i bambini vegani soffrono di carenza di B12, scarsa reattività, movimenti rallentati, livelli bassi di emoglobina…
Falsità ampiamente dimostrate dalla scienza ufficiale, ma per conoscere bisogna studiare e leggere le pubblicazioni, cosa che i giornalisti non fanno e non possono fare, altrimenti cambierebbero mestiere.
Da noi in Italia vi sono tantissimi bambini onnivori, quindi svezzati prima e alimentati poi secondo i rigorosi crismi che vorrebbero gli autori dell’articolo, che soffrono lo stesso di gravi carenze di B12, tanto per fare un esempio. Come la mettiamo?
Una piccola parentesi sulla B12 è d’obbligo.
E’ molto difficile che si manifesti carenza di vitamina B12 in chi segue una corretta e sana alimentazione: variando gli alimenti e scegliendo cibi biologici e rigorosamente integrali.
Sono però molteplici le componenti che possono indurre a tale carenza, indipendentemente dal regime onnivoro oppure vegan: scarsità di nutrienti negli alimenti convenzionali e raffinati, sterilità dei terreni a causa delle coltivazioni industriali e chimiche (la B12 infatti è sintetizzata da batteri che vivono nei terreni), incapacità dell’organismo di utilizzare i nutrienti (malassorbimento), carenza di fattore intrinseco e di succhi gastrici, patologie intestinali, parassitosi, ecc..
Quindi quando eccezionalmente si verificano tali carenze la colpa non è da attribuire alla dieta ma in chi non ha le necessarie conoscenze e competenze nutrizionali. Molti genitori infatti commettono errori di tipo nutrizionale, ma la colpa non è del regime vegan.
Dall’altra parte sempre in Italia vi sono almeno 1 milione di bambini obesi che sono stati allattati secondo i protocolli sani e naturali insegnati dai pediatri e riportati dalle piramidi alimentari. Come la mettiamo?
Un bambino ‘vegano’ (che poi vedremo essere l’ennesimo falso) viene ampiamente riportato nei media, sbattuto in faccia al mondo il tutto per sputtanare e deridere le scelte etiche, morali e salutistiche dei genitori, mentre 1 milione di bambini obesi vanno benissimo. Tutto normale.
Il quadro di questi poveri bambini (obesi) è compatibile con gli effetti del loro regime normale?”. Perché Michela Bompiani e Marco Preve non scrivono un bell’articolo anche su questi bambini che avranno certamente il futuro segnato? Forse perché non fa notizia? Non fa vendere copie o abbonamenti? Perché l’editore vuole che si sputtanino solo i bambini vegani?
O forse perché i bambini obesi creano PIL mentre quelli vegani no?
E qui viene il bello: i bambini vegani non rendono soldi all’industria dei veleni, all’industria della grande e malefica distribuzione, non rendono soldi alla fervida industria farmaceutica.
I bambini alimentati correttamente sono sani e non si ammalano e questo non va bene.
Torniamo alla bambina di Genova messa sotto tutti i riflettori, perché in realtà non era vegana!
Il merito di aver fatto chiarezza va al senatore Lello Ciampolillo del Movimento 5 stelle.
Il senatore ha telefonato al Gaslini di Genova per capire esattamente che cosa si celava dietro i titoloni di giornale (de La Repubblica, ripreso poi da tutti di pappagalli e megafoni del Sistema).
Ha parlato con il Direttore sanitario il quale ha confermato la carenza di B12 (sempre più diffusa anche tra gli onnivori), ma poi ha chiarito che la bambina era ancora in fase di svezzamento (a due anni???) e mamma le dava da mangiare il parmigiano, il che significa che la bambina non era vegana. Inoltre il padre mangiava di tutto.
Perché queste banalissime informazioni non sono state riportate dai due giornalisti de La Repubblica? Forse perché non hanno avuto il tempo di intervistare nessuno, tanto meno il Direttore sanitario dell’ospedale dove è stata ricoverata la piccola. Ma hanno avuto tutto il tempo per scrivere un’accozzaglia di errori, banalità e luoghi comuni.
Perché il vero giornalismo lo deve fare un senatore del Movimento 5 stelle?
Questo purtroppo è l’ennesimo caso di scorretta informazione, visto che è stato verificato che anche il bambino malnutrito dell’altro caso di cronaca accaduto a Belluno non era vegano…
E’ arrivato il tempo - come dice benissimo l’amico Franco Libero Manco - che il Movimento si costituisca parte civile nei confronti di chi cerca (per malafede, per soldi o per ignoranza) di mettere in cattiva luce la validità della scelta vegan.
Visto che questi pseudo-giornalisti non smettono di scrivere amenità, mezze verità e anche falsità, su argomenti così importanti per la salute umana, dobbiamo essere noi il cambiamento.
Basta comperare giornali, riviste, rinnovare abbonamenti on-line e guardare la televisione. Basta!
Diamo al Sistema un segnale fortissimo e molto chiaro.
Qui sotto l’intervista completa al senatore, tratta dal sito Vegolosi.it:
www.vegolosi.it/?p=36560
Si chiama Lello Ciampolillo, il senatore del Movimento 5 Stelle che ha chiamato il Gaslini di Genova per capire esattamente che cosa si celava dietro i titoli di giornale sulla piccola Chiara, bimba ricoverata d’urgenza a causa di problemi legati ad alcune carenze alimentari, imputate immediatamente dai media ad una presunta dieta vegana. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente.
Come mai, senatore, ha deciso di chiamare il Gaslini?
Perché non è la prima volta che il veganesimo viene attaccato a priori a causa di una scorretta informazione, era già successo con il caso del bambino di Belluno che non solo non era vegano, come si diceva, ma neppure svezzato. Mi ricordo di aver chiamato i primi giornalisti che avevano dato la notizia, quelli del gazzettino di Belluno, e alla fine della conversazione con il giornalista autore del pezzo mi aveva confessato che non sapeva bene che cosa significasse “vegano”.
Cosa le hanno detto al Gaslini? Ho parlato con il direttore sanitario, molto gentile, mi ha chiarito che aveva davanti sei pagine di relazione sul caso della piccola Chiara e che i medici stavano ancora valutando la situazione e che certamente c’era una carenza di vitamina B12. Sta di fatto che parlando mi ha chiarito che la bambina era in fase di svezzamento e la mamma le dava il parmigiano, ciò significa che la bambina, ovvio, non è vegana. Inoltre il papà della bambina non è affatto vegano, come ha dichiarato lui stesso sul Secolo XIX.
Non sarà mica un senatore pro-vegan lei?
Sono vegano da 4 anni, pensi un po’, e le dirò di più non solo lo sono io, ma anche mia madre che ha 80 anni lo è diventata, e da quel momento non deve più prendere una quantità di farmaci incredibile. Colesterolo? Sotto controllo. Idem mio padre. Io sono stato meglio fin da subito: niente più mal di testa, per esempio, che per me erano invalidanti.
Ha fatto proseliti in famiglia, insomma. Ma è vegano etico o salutista?
Entrambi: sono partito da una scelta legata alla salute, poi all’etica. Quello che facciamo agli animali è inaccettabile. Ho detto pochi giorni fa che quando ci invitano ad una grigliata, in verità ci invitano ad un funerale… Senatore, ci racconta qual è il clima politico sul tema vegan in Italia? Ancora acerbo, devo dire. L’etichetta dell'”estremismo” è ancora troppo facile da applicare. Credo che una buon cosa da fare sia il “porta a porta” ossia raccontare a più persone possibili la propria esperienza per fare in modo che se ne sappia di più.
Intervista al senatore a cura di Federica Giordani


domenica 5 febbraio 2017

“Arrestare i vegani e premiare gli obesi” La salute è malattia


“Arrestare i vegani e premiare gli obesi”
La salute è malattia
Marcello Pamio - 14 agosto 2016
Lo scrittore futurologo George Orwell scrisse nel 1948 nel suo più famoso romanzo “1984”: “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”.
Per plasmare un’umanità nuova, fedele alle sue direttive, il Grande Fratello introduce una nuova forma di linguaggio, la cosiddetta neolingua. La neolingua é diventata realtà e chi controlla i mass media la utilizza per attuare un vero e proprio lavaggio del cervello.
Attraverso un lessico creato ad arte è possibile instillare in ogni suddito l’unica Verità, quella che il Partito (oggi diremo il Sistema) vuole.
Nella neolingua sono ammessi solo termini che abbiano un significato preciso, privo di potenziali sfumature: l’obiettivo é quello di rendere impossibile un pensiero critico individuale.
Tutte le parole sgradite vengono censurate e catalogate come “psicoreato”: in tal modo diventa impossibile anche solo pensare a un argomento “proibito”.
La neolingua é particolarmente espressiva nei nomi dei vari dicasteri governativi: il Ministero dell’Amore è preposto a imprigionare, torturare, rieducare chiunque mostri il minimo segno di eterodossia; il Ministero della Pace si occupa di guerra; il Ministero dell’Abbondanza stabilisce i razionamenti di cibo; il Ministero della Verità fa propaganda e cancella e riscrive la storia. Oggi a distanza di quasi settanta anni da quel romanzo, grazie all’onorevole Elvira Savino del Pdl, possiamo affermare che “La salute è malattia”.

La proposta di legge Si dice che al peggio non c’è mai limite, anche se certe volte viene difficile immaginare che si possa arrivare a tanto…
Ma di cosa stiamo parlando?
L’onorevole Elvira Savino (forzaitaliota) ha presentato una proposta di legge che rende penalmente perseguibile chi “impone o adotta nei confronti di un minore di 16 anni, una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita”.
Avete letto bene, non si tratta di una bufala o di un errore.
Se mai la legge dovesse essere varata (cosa di cui dubito fortemente) i genitori vegani saranno punibili con una pena che può arrivare ad un anno di reclusione.
L’obiettivo dell’onorevole è quello di proteggere i minori e impedire a tutti quei genitori ‘radicalizzati’ ed ‘estremisti’ di imporre ai figli un'alimentazione troppo restrittiva e priva di quegli elementi nutritivi essenziali per una corretta crescita e un adeguato sviluppo fisico e cognitivo.
Fin qui ci starebbe bene un TSO, ma l’apoteosi la raggiunge quando spara le sue ultime cartucce: “Ormai da anni - scrive la Savino nella premessa alla pdl - si è andata diffondendo in Italia la credenza che una dieta vegetariana, anche nella sua espressione più rigida della dieta vegana, apporti cospicui benefici alla salute dell'individuo”.
La legge proposta prevede la pena di reclusione fino a un anno per il reato-base, ma se dal fatto “deriva al minore una malattia o una lesione personale permanente, la pena è della reclusione da due anni e sei mesi a quattro anni”; se poi ne consegue la morte, “la pena è della reclusione da quattro a sei anni”.
Non perdo tempo, per ovvi motivi, a controbattere la pregnante ignoranza che trasuda da queste parole.
Gli studi scientifici pubblicati, le evidenze e la stessa osservazione clinica stanno da decenni confermando fuori da ogni ragionevole dubbio che un regime alimentare sano si basa su alimenti di origine vegetale.
Solo un povero ignorante o una persona in totale malafede che ha altri interessi in gioco può non sapere tali informazioni.
La Savino quindi dalla sua laurea in economia e commercio vorrebbe denunciare quei genitori che impongono un regime sano ai propri figli.
E una volta arrestati i genitori i figli dove li mettiamo in una bella casa-famiglia? Per ingrassare ulteriormente la mafia degli istituti privati, dove ogni ospite costa dai 70 ai 120 euro al giorno, per un giro di affari di oltre 1 miliardo di euro all'anno. Retta ovviamente pagata con i soldi pubblici.
Se non è follia questa!

Chi è Elvira Savino? Vediamo chi è l’onorevole a cui stanno tanto a cuore i bambini vegani…
Elvira Savino è una “ex compagna” visto che flirtava con Rifondazione comunista.
Fu persino candidata nel 1995 per il Prc alle comunali di Conversano, vicino Bari.
La sua scalata al vertice è cominciata nel 2005 quando conobbe il suo mentore Silvio Berlusconi. Da quel momento in poi il suo comunismo si è metamorfosato in neoliberismo.
Le strane vicende della vita…
Oppure c’è chi come "Il Fatto quotidiano" la reputa tuttora un’agente comunista in copertura infiltrata nel Pdl (1).
Non ci spingiamo a cotanta dietrologia, però è interessante il passato e soprattutto il presente dell’onorevole.
E’ stata indagata nell’ambito dell’inchiesta sulla mafia in Puglia e lei si professa ovviamente del tutto innocente ed estranea ai fatti.
L’obiettivo della magistratura era il clan del boss Savino Parisi, che ne esce di fatto demolito, ma in qualche modo vi rientra anche la bella deputata, salita agli onori delle cronache in passato per la sua amicizia con Berlusconi (2).
Elvira si è unita in matrimonio con l’imprenditore Ivan Campili a Roma nel 2008.
I due hanno avuto un figlio che sembra avere gravi problemi di salute, tali da giustificare nel sito personale un post dal titolo “Non sono una fannullona, sto curando mio figlio” (3), questo per spegnere le critiche di assenteismo.
La storia d’amore è finita anche se l’unione era stata benedetta da Silvio, l’Unto dal Signore in carne e ossa.
Tutto è bene ciò che finisce bene perché nella vita dell’onorevole Savino sembra vi sia già un nuovo amore: l’immobiliarista Luigi Carraro, figlio del senatore del Pdl Franco Carraro.
La cosa interessante è che Luigi Carraro è figlio di Sandra Alecce, figlia di Nino Alecce, nientepopodimenoché il proprietario dell’IFI (Istituto Farmacoterapico Italiano) (4).
Se il gossip verrà confermato, l’onorevole Elvira Savino risulta collegata con una industria farmaceutica….
Ora il quadro inizia a prendere forma!

Obesità e vaccinazioni L’onorevole signora Elvira Savino, nonché mamma, se volesse veramente fare qualcosa di utile nei confronti degli altri bambini, dovrebbe pensare di proporre decreti legge per arrestare tutti quei genitori che stanno facendo crescere bambini obesi malati o che li stanno danneggiando con massicce vaccinazioni pediatriche!
L’obesità è il vero problema, non il regime alimentare etico, rispettoso e soprattutto sano.
La Savino forse non sa che nei paesi ricchi la principale causa di morte non è la malnutrizione per difetto ma la malnutrizione in eccesso (5)
Ecco il triste primato italiano: il 24% dei bambini dai 6 ai 10 anni è in sovrappeso e addirittura il 12% risulta essere obeso!
A nessuno interessa di questi poveri bambini: forse l’obesità non fa audience, share, ma il vegan pare di sì.
Dovrebbe spiegarci l’onorevole Elvira Savino come mai si preoccupa tanto di quei rarissimi casi di bambini vegani amplificati ignobilmente da una vergognosa campagna mediatica (in cui è stato dimostrato che nessuno era veramente vegano) e non si preoccupa invece dei bambini obesi o danneggiati dai vaccini.
Come mai?
Oggi in Italia 1 bambino su 3 ha problemi seri di peso (stiamo parlando di 1.200.000 creature), ma questo per la Savino non è un problema: sono bambini onnivori quindi è tutto nella norma!
Se poi queste povere creature avranno (quasi sicuramente) il diabete, patologie dismetaboliche, cardiovascolari, respiratorie, ecc. è tutto normale.

Sul sito dell’ospedale Gaslini di Genova è scritto che il centro contro l’obesità infantile eroga 380 visite ambulatoriali l’anno più 375 ricoveri.
Il 46% dei bambini presenta altre problematiche come ipertensione, sindrome metabolica, ecc., tutte situazioni queste che oltre ad essere in sé già patologie, rappresentano un terreno fertile per lo sviluppo di malattie ancora più gravi, come i tumori e le malattie cardiovascolari (6).
Ora, dato che i vegani rappresentano l’1% della popolazione e i latto-ovo-vegetariani il 7% secondo i dati Eurispes 2016, assumendo che la prevalenza di queste patologie possa essere la stessa tra i diversi gruppi, dovremmo aspettarci che tra le prestazioni del centro per l’obesità infantile del Gaslini (in totale 755), l’1%, cioè 8 prestazioni siano erogate a favore di bambini vegani, il 7% cioè 53 a favore di bambini latto-ovo-vegetariani e il 92%, cioè 694, a favore di bambini onnivori (7).

Infine ricordiamo all’onorevole alquanto distratta che la carenza di Vitamina B12 e di Vitamina D colpisce sempre di più la popolazione onnivora.
Quindi la loro carenza tra le persone non è da imputarsi al regime vegano, ma ad altri fattori (malassorbimento intestinale; le coltivazioni chimiche industrializzate che hanno privato i terreni dei batteri che sintetizzano la B12, ecc.).
Quindi perché un simile accanimento mediatico e politico contro i vegani?
Che sia perché per l’Industria chimico-farmaceutica i bambini sani sono un serio problema, mentre quelli obesi e ipervaccinati saranno degli ottimi clienti?
Non vogliamo pensarlo, anche se vengono alla mente le parole di Andreotti trovate nella scatola nera che si portava appresso: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”…

L’onorevole Elvira Savino ha tutte le carte in regola per dirigere il Ministero della Malattia!

Note
1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/elvira-savino-vita-sotto-copertura/590938/
2) Mafia pugliese: indagata anche Elvira Savino (Pdl) http://www.polisblog.it/post/6307/mafia-pugliese-indagata-anche-elvira-savino-pdl
3) http://www.elvirasavino.it/rassegna-stampa/savino-pdl-non-sono-fannullona-sto-curando-mio-figlio
4) Nuovo flirt per Elvira Savino. Scoppia l'amore per Luigi Carraro. Quale futuro per il Pdl di Conversano? http://www.conversanoweb.it/politica/3690-elvira-savino-luigi-carraro-flirt-pdl.html
5) SSNV http://genitoriveg.com/dieta-vegana-assolta
6) http://genitoriveg.com/dieta-vegana-assolta, fonte: “Obesità infantile: il centro del Gaslini è un’eccellenza nazionale”.
7) http://genitoriveg.com/dieta-vegana-assolta, fonte: “Obesità infantile: il centro del Gaslini è un’eccellenza nazionale”.

giovedì 2 febbraio 2017

L’INESISTENTE DIETA MEDITERRANEA


di
Franco Libero Manco

Non v’è nutrizionista che in televisione non esalti e raccomandi l’adozione della dieta mediterranea come la più salutare che ha collocato al secondo o terzo posto l’Italia per longevità (che non sempre è sinonimo di benessere). L’elenco delle sostanze alimentari considerate sono: frutta, verdura, cereali, legumi e pesce. E considerando che il pesce non è un alimento necessario alla salute umana (come testimonia l’eccellente salute dei vegetariani), e considerato che le stesse popolazioni mediterranee ne facevano un uso relativo, praticamente quando si parla di benefici della dieta mediterranea implicitamente si sta parlando di  dieta vegetariana; ma certi nutrizionisti se ne guardano bene dal farsi fautori di tale dieta, dal momento che  considerano i prodotti animali come necessari alla salute umana.
Ma anche il saltuario consumo di prodotti di derivazione animale (in tempi in cui era già tanto riuscire a sfamarsi), incideva (ed incide) negativamente sulla salute umana, anche se i prodotti erano genuini, per il semplice fatto che restano pur sempre prodotti incompatibili con la nostra natura. I benefici della cosiddetta dieta mediterranea derivano dalla riduzione del consumo di prodotti animali secondo la regola inversamente proporzionale:  meno se ne usano e più aumenta la salute.
Inoltre, quella comunemente considerata dieta mediterranea non è mai stata la dieta dei popoli contadini perché oltre a frutta, verdura, cereali, legumi e pesce hanno sempre consumato anche uova da cortile, latte delle pecore o mucche e formaggio. La carne era relegata a ricorrenze festive. Ma i nutrizionisti, oltre  alla frutta, verdura, cereali, legumi e pesce raccomandano sempre anche un “moderato” consumo di carne, di formaggi e naturalmente di uova. Praticamente nella sostanza propongono la solita dieta convenzionale la cui unica raccomandazione è appunto la riduzione della sempre accusata carne, nonostante la nostra televisione di Stato la pubblicizzi giornalmente e inviti al consumo.
Tutto questo genera confusione nella popolazione sempre più confusa in fatto alimentare. Ma, si sa, l’intento è sempre quello di non turbare il sonno della popolazione che non intende rinunciare al piacere gastronomico anche a costo di gravi patologie correlate al consumo di prodotti animali, ma soprattutto perché questo metterebbe in pericolo i guadagni delle lobby zootecniche, degli allevatori e macellatori che devono pur lavorare, anche a costo di una pandemia planetaria.

SONO CRISTIANO, PER CUI MANGIO LA CARNE


di
Franco Libero Manco

Questa è la motivazione di alcuni cristiani che cercano di giustificare le loro abitudini alimentari carnivore, convinti che Gesù usasse mangiare carne, non esclusa carne di agnello, anche se in nessuna circostanza sia nei Vangeli canonici sia in quelli apocrifi risulta che Gesù abbia mai consumato della carne. E se si esclude l’episodio riportato in Luca 24,41, discepolo di Paolo convertitosi 3 anni dopo la morte di Gesù (quindi non poteva essere presente all’evento) in cui Gesù per dimostrare ai discepoli il suo essere resuscitato dice: “Avete qualche cosa da mangiare? Gli offrirono una porzione di pesce arrosto: egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”, escluso questo si può dire che non solo Gesù non mangiò mai carne ma palesemente neppure pesce. Ma spesso si estrapola dai Vangeli solo ciò che serve a giustificare le proprie convinzioni tralasciano i principali insegnamenti di Gesù quali: “misericordia io voglio non sacrificio, beati i miti, i puri di cuore… 
Ora è difficile conciliare misericordia, mitezza, purezza con il brutale assassinio di un animale per deliziarsi il palato. Nella maggior parte dei casi chi usa mangiare carne ha anche il coraggio di uccidere l’animale, e attribuire questa insensibilità a Gesù è alquanto azzardato e denigratorio: avrebbe dimostrato meno sensibilità di molti mistici, santi e filosofi o di chiunque di noi che sente rispetto e compassione anche per gli animali. 
Se immaginiamo due cuochi in cucina intenti a preparare cibo da mangiare e che uno dei due sia Gesù. L’uno dei due uccide e taglia a pezzi un coniglio, l’altro invece, essendo vegan, si rifiuta per compassione. Domandiamoci chi dei due possa essere Gesù. Generalmente chi usa mangiare carne è insensibile alla sofferenza e alla morte delle sue vittime ed è potenzialmente capace di uccidere l’animale di cui si nutre; oppure, pur considerando cruenta e raccapricciante l’azione, delega, ipocritamente, ad altri il compito di commettere ciò che in prima persona gli ripugna, mostrando di non avere il coraggio delle proprie azioni, né di guardare gli effetti che producono.
L’esperienza diretta, confermata dalla scienza, dimostra  i danni causati dalla cattiva alimentazione sulla salute, ed io dico sulla coscienza, sull’evoluzione civile, morale e spirituale del genere umano. Come poteva Gesù, maestro di saggezza divina, affermare “Non quello che entra nella bocca contamina l’uomo ma quello che esce dalla bocca lo contamina”? anche se nei vangeli apocrifi Gesù condanna duramente chi uccide l’animale e ne mangia la loro carne. Ma  ai vangeli apocrifi la Chiesa guarda con sufficienza, anche se molti episodi della madre di Gesù vengono presi dal protovangelo di Giacomo, il più antico teste neotestamentario, considerato apocrifo. 
Perché la Chiesa non si adegua alle nuove esigenze dello spirito umano per quanto riguarda l’alimentazione carnea benché molti grandi santi e padri della Chiesa ne abbiano raccomandato l’astinenza? Probabilmente per paura di far perdere all’essere umano la sua arrogante, inesistente centralità biologica e con essa il falso diritto di disporre degli altri esseri viventi per volontà di un dio che elegge solo la progenie umana a sua immagine e somiglianza. 
Come avrebbe potuto Gesù legittimare abitudini che si sarebbero rivelate dannose per la salute umana, crudeli per il mondo animale, devastanti per l’ambiente, per l’economia e concausa della fame di un’immensa parte di umanità? Gesù, Figlio di Dio Creatore, come può compiacersi della distruzione delle sue creature? E’ come se un artista si compiacesse della distruzione delle sue opere. Dai frutti e dagli effetti prodotti è verificabile la bontà o no di una legge, di una regola, di una dottrina. 
Appellarsi poi alle tradizioni significa voler restare nello stato primordiale dell’evoluzione umana. Bisogna guardare al passato per rendere migliore il futuro. Il seme deve diventare pianta e dare i suoi frutti: non può restare seme in eterno. Nulla di ciò che viene detto ha valore imperituro. I tempi di Gesù non sono i nostri tempi. L’etica si amplia con la crescita della sensibilità e l’intelligenza positiva. Con chi si schiererebbe oggi Gesù? Con chi chiede amore anche per gli animali o con chi indifferente alla sofferenza e alla morte dice “Ammazza e mangia”? 
Come si possono giustificare le proprie scelte alimentari appellandosi a dettami di duemila anni fa senza considerare le contingenze storiche e sociali che le hanno determinate? La nostra Costituzione, vecchia solo di 60 anni, ha necessità di essere riscritta, adattata alle nuove esigenze della cultura, dell’etica e della spiritualità umana che avanza: ostinarsi a considerala immodificabile, perché espressione di una tradizione condivisa, significa restare nella preistoria. 
I tempi di Gesù erano tempi di fame, di guerre, di schiavitù, di crocifissioni, superate da una società che si considera evoluta e civile, come deve essere superata la raccapricciante abitudine di uccidere e cibarsi del corpo di un animale, spesso allevato in compagnia degli umani e spesso considerato parte stessa della famiglia, per non parlare dei campi di sterminio dei mattatoi, dove gli animali vengono fatti nascere con lo scopo di ucciderli e mangiarseli. 
Ma ammesso che Gesù fosse stato indifferente verso la condizione degli animali e che, secondo le usanze ebraiche, usasse consumare carne, questo non autorizza il cristiano ad emulare solo l’aspetto alimentare tralasciando gli altri insegnamenti di povertà, mitezza e castità. Se Gesù avesse comandato di cedere il 10% del proprio guadagno ai poveri, o di astenersi dal sesso per un mese all’anno, quanti dei cristiani seguirebbero tale prescrizione? Il senso del Vangelo è quello di rendere l’essere umano più giusto, misericordioso, solidale, compassionevole. Ebbene, tutto questo è inconciliabile con lo scannatoio dei nostri fratelli animali. 
Le due posizioni tra chi sostiene la legittimità di mangiare animali e chi invece si astiene per compassione e senso di giustizia mette a confronto due condizioni morali e spirituali. Il primo cerca giustificazioni per non rinunciare ad un piacere e al diritto di disporre della vita degli altri esseri viventi; i vegan fanno appello alla loro coscienza, al senso di giustizia, al valore della vita perché ritengono ingiusto, oltre che dannoso, fare ad altri ciò che non si vorrebbe per se stessi. Solo voler considerare valida la seconda opinione ci condanna all’insensibilità morale e all’ignoranza esistenziale. 
Chi si rifiuta di accettare la realtà che “nulla è per sempre” non procede nella via della sua stessa evoluzione. Nulla è immutabile, eccetto lo stesso mutamento. La Chiesa stessa, l’istituzione più refrattaria ad ogni innovazione, ha sentito la necessità di superare regole un tempo considerate insuperabili, come l’esistenza del purgatorio, la schiavitù, le mire espansionistiche, l’uccisione di gente di fede diversa, la sottomissione al potere, la pena di morte, la tortura, il disprezzo per la donna, il divorzio ecc.
Tutto avanza e tutto si modifica. E’ stato quel che è stato, ma oggi siamo chiamati, da esseri pensanti, con un’apertura mentale più vasta ed una coscienza morale più evoluta, a non accettare passivamente ciò che viene tramandato come verità immutabile, consapevoli che ogni regola nasce da particolari esigenze storico/sociale di un popolo e occorre verificare criticamente se ciò che viene tramandato, anche come principio supremo, attua o no il bene della società in cui viene trasporto.

LATTE E FORMAGGI CAUSA DI OSTEOPOROSI


di
Franco Libero Manco

“Non esiste un solo studio che abbia documentato che una dieta ricca di latticini in menopausa sia utile ad aumentare la densità ossea e a prevenire le fratture osteoporotiche. La frequenza di fratture in menopausa è tanto maggiore quanto è maggiore il consumo di carne e di latticini” (Prof. Franco Berrino)
Se fosse vero che per garantirsi il calcio nelle ossa, come raccomandano i nutrizionisti televisivi, occorre consumare latte e latticini, perché metà degli americani è carente di calcio nonostante ne bevano a fiumi? perché gli Eschimesi, nonostante consumino giornalmente circa 2500 mg di calcio (ne bastano  800 mg), sono tra le popolazioni maggiormente colpite da osteoporosi? perché le popolazioni a maggiore introito di calcio di derivazione animale registrano maggiori incidenze di fratture?
In realtà latte, latticini e formaggi sono alimenti altamente acidificanti e questo costringe l’organismo a sottrarre calcio buono per conservare l’equilibrio acido-basico del sangue e della matrice extracellulare. Anche le proteine animali e loro derivati provocano un’eccedenza di sostanze acide che richiamano calcio nel sangue favorendo l’osteoporosi.
Il calcio del latte solo in parte è utilizzabile dall’organismo umano perché reso inorganico con la bollitura, la pastorizzazione, la sterilizzazione, la lavorazione: oltre 45 gradi  il calore distrugge gli enzimi e senza enzimi (o loro carenza) le proteine e gli zuccheri del latte non sono correttamente digeribili e possono creare nel tempo problemi gastro-intestinali, diarrea, flatulenza, morbo di Crohn, ecc. Il calcio organico si trova solo nella frutta e nelle verdure crude.
La pastorizzazione disgrega calcio, magnesio e fosfati indispensabili per la formazione delle ossa, oltre a causare parziale coagulazione delle proteine e perdita di vitamine.
Con la sterilizzazione si perdono le vitamine B1, B2, B3, B6, B12, A, C, D ed alcuni amminoacidi essenziali.
Pare che l'eccesso di proteine, di grassi saturi, di calcio dei formaggi e latte vaccino facilita l'insorgenza dei tumori, l'insorgenza di malattie cardiovascolari, oltre a predisporre all’obesità,  al diabete, all’ipertensione.
Alcune ricerche hanno riscontrato che il latte delle vacche da allevamento intensivo (cioè quello venduto nella grande distribuzione) contiene un ormone, l’estrone solfato, in maniera 33 volte maggiore rispetto a quello delle vacche che vivono allo stato naturale.  Questo ormone è ritenuto causa di tumori  al senoprostata, testicoli e colon.
Un altro fattore imputato nei tumori al seno e alla prostata è  l’ormone IGF-1: ormone  ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumano regolarmente latticini. La d.ssa Susan Hankinson di Harvard ha dimostrato che le donne sotto i 50 anni con i tassi di IGF-1 più elevati hanno un rischio 7 volte maggiore di contrarre il cancro al seno rispetto a donne con valori bassi, mentre gli uomini avevano un rischio 9 volte maggiore di contrarre cancro alla prostata.
Il latte di mucca è privo di: fibra, ferro, amido, omega 3, vit. C ed E. quindi alimento altamente squilibrato sotto l’aspetto nutrizionale.
Ogni latte è perfetto per il cucciolo di quella specie. Il latte di donna è perfetto per il neonato dell’uomo, la cui crescita è molto lenta, mentre il latte di vacca è perfetto per far crescere molto velocemente il vitello. Un neonato umano in sei mesi raggiunge il peso di circa 7-8 kg, mentre nello stesso periodo il vitello raggiunge circa 300 kg di peso perché il latte vaccino, a differenza del latte di donna, contiene  enormi livelli di ormoni della crescita che nell’uomo possono squilibrare la funzionalità delle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, seni, ovaie, testicoli, prostata, ecc.).
Il latte vaccino può anche essere contaminato da prodotti chimici, ormoni, antibiotici, pesticidi, pus proveniente dalle mastiti, virus, batteri, prioni. Viene sovente arricchito con additivi, vitamine e minerali sintetici, semi, piante, frutti, proteine, acidi grassi, in alcuni casi, anche  grassi di animali.
Le sostanze tossiche che con più frequenza si possono trovare in un bicchiere di latte di mucca sono: metalli e plastica, detergenti e disinfettanti, pesticidi e fertilizzanti, micotossine, diossine, antibiotici ed altri farmaci.

La mucche in allevamento intensivo vivono in condizioni di perenne stress e disperazione che abbassano le difese immunitarie e le predispongono a molte patologie. Gli ormoni somministrati le costringono a produrre 4-5 volte più latte (30-40 litri al giorno): è come se una donna la si costringesse a produrre 4 litri di latte al giorno, per poi rubarglielo.

Negli allevamenti solo un animale su mille viene controllato dal personale veterinario.

Cosa mangiano gli animali d’allevamento?
Residui di semi sgusciati di arachidi, di anacardi, di barbabietola da zucchero, di agrumi,  farina sgrassata di carne di balena, sottoprodotti della lavorazione della birra, bucce di cacao, farine di sangue e di ossa, derivati da petrolio, siero di latte, scarti essiccati di uova, vinacce ecc. ecc.. L’animale d’allevamento è diventato una macchina di smaltimento rifiuti umani.

I medicinali somministrati agli animali d’allevamento
Sulfamidici, betabloccanti, anemizzanti, integratori, tranquillanti, ormoni,  estrogeni, alcali, aminoacidi di origine sintetica, sostanze coloranti, conservanti (nitrato e nitriti), appetizzanti, minerali di sintesi… Ogni anno 10.000 tonnellate di antibiotici sono prodotti in Europa: più della metà è utilizzato per gli animali.

In studi condotti da dietologi dell’American Dietetic Association e Medici della Physician Committee for Responsible affermano: “Si ritiene che il latte prevenga l’osteoporosi ma la ricerca medica mostra il contrario. Anzi, un’assunzione maggiore di calcio attraverso prodotti lattiero-caseari è stata associata a rischi maggiori”. Noto è  un altro studio condotto su 78.000 donne ad Harvard e durato 12 anni in cui è stato dimostrato che i soggetti che assumevano latte tre volte al giorno avevano un numero di fratture superiore a chi lo assumeva solo raramente.

Le principali cause che determinano l’osteoporosi sono: vita sedentaria; scarsa esposizione alla luce naturale, carenza di vitamina D, squilibri ormonali, errori alimentari, abuso di alcolici, proteine, alcol, caffeina, tannini, teobromina, sale, zucchero, tabacco, chemioterapia, antibiotici, diuretici, anoressia. Queste rubano calcio alle ossa e ne provocano l’eliminazione con le feci e le urine. Per contro le migliori fonti alimentari di Calcio sono: legumi, semi e tutte le verdure a foglia verde.
Quindi, le regole generali per ridurre l’incidenza di fratture ossee sono: non consumare carne, pesce latticini, uova, zuccheri semplici, alimenti raffinati; aumentare il consumo di frutta fresca e secca, verdura, legumi; evitare fumo di sigaretta e assunzione di bevande alcoliche, ridurre l’assunzione di sodio, fare attività fisica, mantenere un peso corporeo ideale.

Bere latte è come attaccarsi alle mammelle della mucca
IL CALCIO nei vegetali: (mg/ 100 gr)
Tarassaco: 316
Ruchetta: 309
Soia secca: 257
Fichi secchi: 286
Mandorle: 240
Prezzemolo: 220
Farina di soia: 210
Spinaci: 170
Nocciole secche: 150
Cicoria: 150
Ceci secchi: 142
Fagioli secchi: 135
Pistacchi: 131
Agretti:131
Bieta: 130
Radicchio: 115
Crusca di frumento integrale: 110
Indivia: 93